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Conquistare Roma

Mogherini: la minaccia jihadista di “conquistare Roma” va presa sul serio

Scritto da Arrigo d'Armiento on 4 luglio 2014. Postato in Politica

Conquistare Roma non è facile, chi crede di aver conquistato la città eterna finisce regolarmente per esserne conquistato. Ma una minaccia esiste e, secondo la ministra degli esteri italiana non si può per niente sottovalutarla.

La minaccia dei jihadisti iracheni dell’Isis di “conquistare Roma” va presa “molto sul serio”, sia essa “simbolica o reale”. Lo ha detto la ministra degli Esteri Federica Mogherini a Radio Capital, ricordando “quanto succede contro i cristiani” nel mondo, come in Nigeria con Boko Haram.

Per la Mogherini, la comunità internazionale è stata “un po’ distratta negli ultimi mesi” pensando “solo all’Ucraina”, ma bisogna concentrarsi per “capire che succede nel mondo arabo e musulmano”.

Venerdì 04 Luglio 2014
LA SPARATA DEL CALIFFO
Conquisteremo Roma Benvenuti sul Gra
 
 
Conquisteremo Roma e il mondo intero”: è questo il messaggio attribuito ad Abu Bakr al Baghdadi, il califfo dello Stato Islamico del Levante (Isil), che con il suo esercito di miliziani sta mettendo a ferro e fuoco ampie zone dell’Iraq e della Siria. Roma, il cuore della cristianità, è ancora una volta al centro della retorica islamista e le parole di al Baghdadi ci fanno tornare alla mente quelle pronunciate negli scorsi anni da altri leader del terrore. Chissà che effetto avrà questo proclama presso i tanti musulmani, giovani e meno giovani, che s’imbevono di falsi messaggi religiosi piegando la fede alle ragioni della violenza. Sarà importante vigilare e non abbassare la guardia davanti a queste minacce dando loro il giusto valore e la giusta considerazione. Ma un pensiero viene spontaneo all’udire “conquisteremo Roma” jihadista ed è quello che anche per il califfo di origini irachene - quello con la c minuscola, perché con la maiuscola nell’Urbe c’è solo “er Califfo” alias Franco Califano - tutte le strade portano a Roma. E non sono strade comode e libere, è bene che al Baghdadi lo sappia prima di ritrovarsi in coda su una delle tante trafficate Consolari romane. Arrivare nella Capitale non è per nulla facile, se non impossibile. A bloccare l’ingresso nell’Urbe non saranno certo innovative strategie di difesa militare ma più semplicemente la Salaria, la Tiburtina, l’Aurelia, l’Appia, la Latina, la Flaminia, la Cassia… vere e proprie armi di distruzione di massa dei romani che “obtorto collo” le affollano ogni giorno per ore per arrivare a lavoro o per spostarsi da un capo all’altro dell’Urbe. Un serpentone lunghissimo che si aggroviglia su se stesso e spesso stritola in una presa mortale chiunque ci transiti. Già li immaginiamo i pick up del deserto con a bordo miliziani armati fino ai denti in coda sul Gra (Grande raccordo anulare) a sventolare la loro bella bandiera nera in attesa di prendere l’uscita giusta per arrivare in Centro, sotto lo sguardo divertito dei romani ormai assuefatti. Sempre che ci riescano. Passare dalle sabbie del deserto al traffico di Roma potrebbe essere letale anche per gli arruolati della guerra santa!

http://www.agensir.it/sir/documenti/2014/07/00290397_conquisteremo_roma_benvenuti_sul_gra.html

In Iraq fondato lo Stato islamico, Arabia Saudita prepara guerra al confine

Risale a qualche giorno fa l’annuncio degli jihadisti dell’Isil (Stato islamico dell’Iraq e del Levante): verrà ricostituita la forma di governo del Califfato, istituzione sparita con la dissoluzione dell’Impero Ottomano, sui territori conquistati della Siria e dell’Iraq, da Aleppo al governatorato iracheno di Diyala. Il portavoce dell’Isil Abu Mohammad al Adnani ha annunciato che al vertice dello “Stato islamico” vi sarà posto Abu Bakr Al Baghdadi, che in tal modo diventerà la suprema guida dei musulmani del mondo. Baghdadi investito della carica di “califfo” ha annunciato con un audiomessaggio che “se iddio vorrà prenderemo Roma e il mondo intero” e che presto vi sarà un attentato peggiore di quello dell’11 Settembre 2001.

Una parte del mondo islamico però, in particolare docenti universitari, attivisti per i diritti umani e intellettuali residenti nei rispettivi paesi o all’estero, ha deciso di non tacere e lanciare un appello affinché il Medio Oriente non si trasformi in una “vetrina del fallimento degli Stati, della società e della stessa religione”.

iraq isis

Il governo iracheno di Al Maliki, secondo la Bbc, non è difeso solo dall’intellighenzia musulmana: un supporto molto più concreto è arrivato dalla Russia, che ha consegnato 5 caccia Sukhoi. Ma c’è anche l’Iran. Analizzando i video in cui compaiono aerei iracheni e iraniani, gli esperti dell’International Istitute for Strategic Studies hanno confermato il sostegno delle forze armate di Rohani a quelle irachene che, nella lotta al jihadismo in Iraq, combattono anche al fianco degli Usa. Washington ha inviato sul territorio di Baghdad elicotteri, aerei e 300 soldati,  secondo una fonte americana citata da IraqiNews.

Anche l’Arabia Saudita si prepara, nel caso fosse necessario intervenire per fermare ondate di popolazione in fuga dalla dissoluzione dell’Iraq: sono state ammassate 30mila truppe per “blindare” gli 800 chilometri di confine condivisi con il territorio di Baghdad, fanno sapere dall’emittente televisiva satellitare Al Arabiya. Re Abdullah ha chiesto che “vengano prese tutte le misure necessarie” per proteggere Riad dall’avanzata del terrorismo, visto che le truppe irachene hanno abbandonato le postazioni al confine con il regno Saudita, e incalzate dall’offensiva dell’Isil si sono ritirate nel territorio di Kerbala. http://www.termometropolitico.it/127101_baghdad-iraq-stato-islamico-arabia-saudita-prepara-guerra-confine.html






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