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COSPIRAZIONE EBREA IN RUSSIA - L'OLOCAUSTO FINANZIATO DA FAMIGLIE EBREE

COSPIRAZIONE EBREA IN RUSSIA

« La realtà del bolscevismo stesso, il fatto che tanti ebrei sono bolscevichi e che l'ideale del bolscevismo concorda su molti punti con il più sublime ideale del giudaismo — di cui una parte almeno forma la base dei migliori insegnamenti del fondatore del Cristianesimo — ha un grande significato. Ogni ebreo cosciente e riflessivo dovrà esaminarlo con molta attenzione ». Il mondo ebreo, gennaio 1929.

 

– La Massoneria è un’ organizzazione capitalistica o comunistica? Questi due termini per gli agenti del potere occulto non esistono praticamente…Ebrei e massoni formano un tessuto compatto e potente: quindi per i Massoni come per gli Ebrei, capitalismo e comunismo sono mezzi per il potere 153
– Massoneria e Comunismo: due aspetti della stessa medaglia, cioè l’ alto ebraismo occulto, 204
– Raggiungere un governo mondiale sotto la maschera del socialismo, 16
– 1848: gli ebrei entrarono nell’ arena politica direttamente ed assunsero un ruolo dominante… nei movimenti liberali. La rivoluzione del 1848 finì per identificarsi con l’ emancipazione ebraica, 25
– Con l’ Internazionale e la Comune l’ ebraismo uscì allo scoperto: gli ebrei … parteciparono potentemente all’ organizzazione del partito socialista, 26
– La rivoluzione proletaria comunarda risparmiò scrupolosamente le proprietà degli ebrei, 26
– The American Hebrew, 10/09/1920: “la rivoluzione bolscevica fu… opera del pensiero ebreo, del malcontento ebreo, dei piani ebrei, lo scopo dei quali era di creare un nuovo ordine nel mondo”, 27
– “Non vi era una sola organizzazione politica (rivoluzionaria) in questo vasto impero che non fosse influenzata da ebrei o diretta da essi…Gli ebrei sono stati gli artefici della rivoluzione del 1917” ,29
– B.Lazare (ebreo, 1934): “L’ ebreo Karl Marx, discendente da una serie di rabbini e di dottori, fu un talmudista lucido e chiaro … fu un logico, un ribelle, un agitatore, un aspro polemista, che prese il dono del sarcasmo e dell’ invettiva dalle sorgenti ebraiche”, 27
– 1919: notizie di un’ organizzazione segreta ebraico-massonico, la Lega dei Fratelli Internazionali, fondata dall’ ebreo tedesco Mordechai, cioè Karl Marx, 150
– L’ oro ebreo americano forgiò il bolscevismo e consacrò la rivoluzione d’ ottobre alla causa egemonica d’ Israele, 36
– Chicago Tribune del 19/06/1920: “Trotzkij (ebreo) conduce i rivoluzionari ebrei al potere mondiale – il bolscevismo non è che un mezzo per i suoi fini”, 36
– (Oggi) il compito del comunismo è terminato (caduto il 1989): lo scopo era quello di preparare la strada ad una socialdemocrazia universale, 37
– La forza mondialista ebrea si manifesta nella rivoluzione russa: Lenin (sposato ad un’ ebrea) e Kerenskj (34), Stalin, Kaganov, Beria, etc (segue lunghissima lista), 145
– Cronaca di Londra 1919: “moltissimi ebrei sono bolscevichi e gli ideali del bolscevismo coincidono … con gli alti ideali del giudaismo”, 38
– Il Comunista (aprile 1919): “la rivoluzione russa è stata firmata soltanto da mani ebree”, 38
– Finanziamenti massonico-giudaici alla rivoluzione d’ ottobre, 33
– Jakob Schiff, banchiere ebreo-americano, nell’ aprile 1918 ebbe a dichiarare pubblicamente che grazie al suo appoggio finanziario la rivoluzione russa era riuscita.
Tratto dal libro di Meurin “LA SINAGOGA DI SATANA”

 
SATANISMO E NUOVO ORDINE MONDIALE
 
Il comunismo mascherato dall’assenza di classi sociali è un piano per schiavizzare le masse sotto il pugno di ferro degli elitari. La sua origine proviene dal Talmud ebraico.
Gli obiettivi comunista diretti dalla volontà dell’élite, è eliminare la classe media per mezzo di assassini (guerre, fame ecc.) la confisca di tutti i loro beni e possedimenti, permettendo così di restare solo due classi – l’élite e gli schiavi! Il comunismo è la falsificazione finale di “umanità”. E’ il piano della salvezza – – – ma SENZA Dio. Dio ha promesso nella Sua Parola che alla fine regnerà la giustizia, che ci sarà pace nel Suo regno, e che tutte le persone sono uguali. I comunisti, un gruppo dominato dagli ebrei sionisti, affermano che porteranno la pace nel mondo. Ma la loro definizione di “pace” è  l’eliminazione di ogni resistenza alle loro politiche, con qualsiasi mezzo necessario.
Quando i comunisti si impadronirono del potere in Russia, dopo la sanguinosa guerra civile che durò dal 1917 fino al 1922, crearono immediatamente un’organizzazione Terroristica che utilizzarono contro il popolo della Russia. Primo si chiamò “CHEKA” (1917-1922), sigle in russo che significano Commissione Straordinaria Russa per combattere la Contro Rivoluzione e il Sabotaggio. Di seguito, il nome si cambiò in “GPU”, sigla in russo per Amministrazione Politica di Stato. Dal 1922 al 1934 si trasformò in “OGPU”, sigla dell’Amministrazione Politica dello Stato Unificata; posteriormente questi si sostituirono dal “lNKVD” – Commissariato del Popolo per Temi Interni – fino al 1960. In quell’anno tornò a cambiare nome, il quale si ricorda bene: “KGB”, sigla di Comitato di Sicurezza per lo Stato.
 
 
PEGGIORE CHE LA “GESTAPO” E LE “SS” DEL NAZISMO INSIEME
 
 
Dalla caduta della Germania nazista nel 1945, si è indottrinata la gente in tutto il mondo mediante libri, film e l’insegnamento nelle scuole, sulle orribili condizioni esistenti in Germania durante il regime di Hitler; e della maniera in cui le persone furono brutalmente arrestate, alcuni dopo essere stati torturati, uccisi e altri inviati in campi di lavoro forzato e in quelli di sterminio. Non metto in dubbio che succederono cose orribili a molte persone, tra cui la popolazione civile tedesca, il quale soffrì sotto l’oppressione della Germania nazista. 
Tuttavia, quello che gli “educatori” in Occidente hanno omesso di menzionare in maniera adeguata, sono le atrocità commesse dai governanti comunisti nell’Unione Sovietica; che furono, nella maggioranza dei casi, molto peggiore. Se i Nazisti versarono fiumi di sangue, i macellai comunisti sparsero oceani di sangue.
Perché ogni cristiano che vive in Occidente possa comprendere la brutalità della CECA, lasci che la illustri di seguito: Immaginate qualsiasi città degli Stati Uniti (o altrove), circondato da forze armate e tutte le strade completamente disabilitati. Queste forze entrarono nella città, catturando tutti quelli che lavorano per agenzie locali o federali. Senza alcuna prova, condotti nei principali centri commerciali, dove furono uccisi davanti a un pubblico inorridito. Tra queste persone ci sarebbero tutti i funzionari responsabili dell’applicazione della legge, i lavoratori delle poste, gli operatori di servizi sociali, ecc. Dopo l’obiettivo della CECA fu la scuola pubblica. Lì si catturano tutti i migliori insegnanti e studenti, che furono anche tutti fucilati. Poi fu il turno delle chiese, i pastori, diaconi, insegnanti della scuola di Domenica, individuati tutti i responsabili, furono uccisi senza processo. Dopo, tutti i professionisti, come medici, infermieri, ingegneri, direttori di giornali e altri scrittori, uomini d’affari furono catturati e fucilati nei parchi pubblici. Pertanto, tutte le persone considerate di ceto superiore o della classe media (borghesia), furono catturati e fucilati.
 
La città non ebbe più alcun autorità e la Ceca mantenne lì una guarnigione, la quale svuotò le carceri e i prigioni, collocando i detenuti in posti direzionali per assicurarsi che il resto della popolazione avrebbe obbedito ai suoi nuovi dirigenti.  
Immaginate che questo succeda in tutte le città del paese dove vivete, senza che rimanga salva nemmeno la più piccola città o comunità. La nazione sarebbe come una persona decapitata, giacendo solo il cadavere. Questo è quello che l’Internazionale Comunista fece in Russia. Fu uno dei peggiori genocidi nella storia dell’umanità. Il paese russo, e quello Ucraino, fu violato e assassinato; e quelli che sopravvissero, lo fecero sotto le peggiori condizioni di schiavismo che l’uomo abbia mai visto.
 
 
QUALE FU L’OBIETTIVO DEI SERVIZI SEGRETI SOVIETICI?
 
Non appena si creò la Ceca nel dicembre del 1917, la leadership comunista pubblicò una lista dei suoi nemici, i quali dovevano essere eliminati, cioè, assassinati. In alto alla lista c’erano i membri della nobiltà russa (anche donne e bambini), uomini d’affari, tutti gli insegnanti, funzionari di polizia, tutte le persone appartenenti al vecchio sistema giudiziario, tutti i membri delle organizzazioni della società civile, funzionari delle Forze armate precedenti, tutti i chierici, includendo sacerdoti ortodossi e pastori e dirigenti cristiani (battisti e pentecostali). I maestri della Scuola di Domenica hanno considerato i comunisti come una minaccia terribile.
Furono obiettivi di sterminio anche gli studenti più in primo piano nelle scuole che – secondo loro – sarebbero diventati potenziali leader di una possibile insurrezione anticomunista. Quando l’inferno arrivò e le bande della Ceca irruppero nelle città e villaggi, sequestrarono i bambini e li condussero alla periferia delle città; lì furono brutalmente assassinati e sepolti nella fossa comune – molti erano ancora in vita mentre furono seppelliti. 
Le Unità della Ceca erano conformate da dirigenti comunisti ed ex detenuti delle prigioni russe, i quali eseguirono i massacri. Man mano che i bolscevichi continuavano a guadagnare più territorio, tutte le prigioni si andavano vuotando. La brutalità del genocidio dei più illuminati del popolo russo, sarà presentato nel giorno del Grande Giudizio, quando si mostrerà tutta la verità e sarà ristabilita la giustizia da parte del RE dei re, Gesù Cristo (Apocalisse 20:10-15).
Sono sicuro che la maggioranza di quelli che stanno leggendo questi fatti le sarà difficile comprendere questa brutalità, perché non ha una “mente criminale”. Gli spietati dirigenti comunisti avevano però l’obiettivo di schiacciare il popolo russo per sempre e distruggere qualunque tipo di possibile opposizione contro gli invasori comunisti. Quello che non vi hanno insegnato nella scuola, è che la rivoluzione comunista fu un’invasione straniera da parte di una maggioranza di EBREI RUSSI che furono allenati e formati in Germania, Svizzera, Inghilterra e negli Stati Uniti. 
 
LA RELAZIONE TRA IL COMUNISMO E IL SIONISMO EBRAICO
 
imagesCAMV1090.jpgIn questi momenti alcuni tra i lettori possono diventare nervosi e pensare che quello che scriva è antisemita. Quella che racconto loro è la verità, che è stata rimossa da oltre cento anni, nascosta sotto il coperchio della “PAURA”. Se si sforzano di comprovare i fatti storici reali, scopriranno che quella che dichiaro è verità. Ora, lasciatemi citare una fonte che non può essere smentita: il pastore rumeno Richard Wurmbrand, che ha sofferto molto per la sua fede sotto il regime comunista in Romania (Wurmbrand è nato ebreo, ma è diventato un cristiano – vedi Giovanni tre). Citerò i seguenti estratti da un suo piccolo libro, dal titolo “Chi era KARL MARX?”, pagine 51 e 52: 
IL FALSO SIONISMO DI MOISÉS HESS
“Per completare il quadro, qualche parola in più su Moisés Hess, l’uomo che convertì Marx ed Engels all’idea socialista. C’è una lapide in Israele iscritta con le parole: “Moisés Hess, fondatore del Partito Tedesco Social-democratico”. Nel Catechismo Rosso per il Popolo Tedesco, Hess espone le sue credenze. “Chi è nero”? Nero è il Clero… questi teologi sono i peggiori aristocratici… il chierico insegna i principi per opprimere il popolo nel nome di Dio. In secondo luogo, insegna al popolo a lasciarsi opprimere e sfruttare, nel nome di Dio. In terzo luogo, il più importante, (il clero) provvede per se stesso, con l’aiuto di Dio, una vita meravigliosa sulla terra, mentre consiglia al popolo di aspettare il cielo… “La bandiera rossa simboleggia la rivoluzione permanente fino alla vittoria completa delle classi lavoratrici in tutti i paesi civilizzati: La Repubblica Rossa… la rivoluzione socialista è la mia religione… gli operai, quando abbiano conquistato un paese, devono aiutare i suoi fratelli nel resto del mondo.”
Questa era la religione di Hess (Ebreo) quando fece la prima stampa del Catechismo. Nella sua seconda edizione, aggiunse alcuni capitoli. Questa volta la stessa religione, ossia, la rivoluzione socialista, usa un linguaggio cristiano per accreditare se stessa tra i credenti cristiani. Insieme con la propaganda della rivoluzione, si alternano alcune parole circa il cristianesimo come religione di amore e di umanesimo. Il suo messaggio, però, deve essere chiarito: l’inferno non può essere sulla terra e nel cielo, nella vita ultraterrena. La società socialista è la realizzazione vera del cristianesimo. Così, Satana si maschera da angelo di luce. 
Dopo che Hess, ebbe convinto Marx ed Engels all’idea socialista, affermando anzitutto che il suo scopo avrebbe “dato il calcio definitivo alla religione medievale” (il suo amico Georg Jung disse più chiaramente: “Sicuramente Marx disperderà Dio dal suo cielo “), un interessante sviluppo ebbe luogo nella vita di Hess, che aveva fondato il socialismo moderno, creò anche un movimento completamente diverso, una specifica forma di sionismo.
Hess, il fondatore del socialismo moderno, il cui obiettivo è cacciare Dio dal “cielo”, fu anche il fondatore di un tipo diabolico di Sionismo, quello che supponeva andava a distruggere il Sionismo corretto, il Sionismo di amore, di comprensione e di pace. 
Egli, che insegnerà a Marx l’importanza della lotta di classe, scrisse nel 1862 le sorprendenti parole: “La lotta per la razza è primaria, lo scontro di classe è secondario”. Aveva infiammato l’animo della guerra di classe, fuoco mai estinto, invece di insegnare alle genti a cooperare per il bene comune. 
Questo stesso Hess, dunque, generò un Sionismo distorto, un Sionismo di lotta di razza, un Sionismo imposto per forza contro gli uomini che non siano della razza ebrea. Così come respingiamo il marxismo satanico, ogni ebreo o cristiano responsabile deve respingere questa diabolica perversione del Sionismo.
Hess reclama Gerusalemme per gli ebrei, ma senza Gesù il Re degli Ebrei. Che necessità aveva Hess di Gesù? Scrive: “Ogni ebreo può trasformarsi in un Messia, ogni donna ebrea in una Madre Dolorosa“. Allora, perché non fece dell’ebreo Marx un Messia, un Unto di Dio, invece di un uomo pieno di odio, tentando di cacciare a Dio dal cielo? Per Hess, Gesù è “un ebreo che i pagani divinizzarono come suo Salvatore”. “Né Hess né gli ebrei sembrano avere bisogno di Lui”. Pag. 56:
Potrebbe aggiungersi che Hess non fu solamente la fonte originale del marxismo, e l’uomo che cercò di creare un Sionismo anti-Dio (Anticristo), ma anche il predecessore dell’attuale teologia del rivoluzionario Concilio Mondiale di Chiese e delle nuove tendenze nel cattolicesimo che parlano di salvazione. “Uno stesso uomo, quasi sconosciuto, è stato il portavoce di tre movimenti satanici: il comunismo, il Sionismo razzista e pieno di odio, e la teologia della rivoluzione”. 
Nella pagina 11 di questo libro, il Pastore Wurmbrand cita una parte di un poema scritto da Karl Marx che s’intitola “il Violinista”:
” I vapori infernali salgono e riempiono la mente. 
 Fino a che impazzisco e il mio cuore è completamente cambiato.
Vedi questa spada? 
 Il Principe delle Tenebre me la vendé.”

Biografia breve di Moisés Hess 

imagesCADKC8UW.jpgIl suo nome completo era Moritz Moisés Hess, nato nel 1812 a Bonn, Germania, in una famiglia ebrea di ricchi industriali. Moisés morì a Parigi nel 1875 e fu sepolto in Israele. Fu cabalista e seguace di Jacob Frank. In “Judisches Lexicón”, Berlino, 1928, pagine 1577/78, fu catalogata come un rabbino comunista e il padre del socialismo moderno. Hess lanciò nel 1841 il periodico “Rheinische Zeitung”, e un anno più tardi fece capo di redazione a Karl Marx, che allora aveva 24 anni di età. Hess introdusse Marx in un ordine Massonico e lo convertì al socialismo e dopo al comunismo. Nel 1844, Hess presentò Friedrich Engels a Karl Marx. Engels era più giovane di Marx di due anni. Moisés Hess era anche membro degli Illuminati, e nel 1847 introdusse Marx ed Engels in quest’ordine satanico. Il ramo degli Illuminati al quale appartennero si chiamava “LEGA DEI GIUSTI” (più tardi chiamata LEGA DEI COMUNISTI). Quando posteriormente Karl Marx si trasferì a Londra con la sua famiglia, fu supportato, fino al momento della sua morte, da Nathan Rothschild.   
Se qualcuno avesse profetizzato nell’anno 1850 che il lavoro di questi tre Ebrei tedeschi qualche giorno condurrebbe alla formazione dell’Unione Sovietica e alla propagazione del comunismo che abbracciò oltre alla metà della popolazione mondiale nel suo momento culminante, nessuno lo avrebbe creduto. La stessa cosa si può dire di Maometto, il fondatore dell’Islam, e di tutti gli altri uomini indiavolati che hanno causato tanta morte e dolore nel mondo attraverso i suoi scritti e malvagi complotti. Oggigiorno, i cristiani non possono discernere le malvagità che questa gente demoniaca sta spargendo; malvagità il cui obiettivo è spingere in questi giorni, l’arrivo dell’Anticristo in questo mondo.
L’ODIO DI HESS, MARX ED ENGELS SCOPPIO’ IN RUSSIA

Hess morì nel 1875; Marx, otto anni più tardi, nel 1883. Engels visse 12 anni più che Marx, morendo nel 1895. Ebbero però discepoli poderosi che si sarebbero convertiti in nomi importanti dopo la rivoluzione bolscevica del 1917. Ventitré anni dopo la morte di Engels, Vladimir Lenin, la cui madre era ebrea, portò dalla Svizzera un gruppo di comunisti di diverse nazionalità. Questo gruppo attraversò Germania, Svezia e Finlandia fino ad arrivare a San Pietroburgo, in Russia. Con Lenin stava sua moglie ebrea Krupsakaya, la quale svolse un ruolo importante nella rivoluzione. Da New York approdò l’ebreo russo Lev Davidovich Trotzky (vero nome Lev Davidovich Bronstein) con 300 ebrei russi – ben allenati – che si prepararono a New York per convertirsi in ufficiali del futuro Esercito Rosso. A questi devono essere aggiunti altri 90.000 giovani ebrei russi che si erano esiliati temporaneamente in Siberia, o che erano fuggiti della Russia rifugiandosi in differenti paesi europei, allenandosi nell’attesa del momento della presa di potere in Russia. In Russia si unirono al giovane Stalin che era sposato con una donna ebrea.

Non ho spazio per nominare tutti gli ebrei sotto la leadership di Lenin (vero nome Vladimir Ilic Ulianov) e, dopo, Stalin. Questi, tuttavia, sono i più importanti: Lenin formò una “troica” (= trio), con Zinoview e Kamenev, entrambi ebrei. Nel 1922 il politburo era formato da Lenin, Zinoviev, Kamenev, Trotzky, Bukharin, Tomsky e Stalin. Quando Lenin morì nel 1924, Stalin si servirono di tutti loro fino a che finalmente li assassinò mediante i suoi agenti.
In quest’articolo però, voglio concentrarmi nelle operazioni dell’intelligenza comunista. I seguenti uomini e donne – tutti ebrei – furono leader della Ceca nel 1918, anno quando cominciò il terrore: presidente, Félix Dzerzjinskij (Rufin), alias “L’Acciaio Félix”. Direttori aggiunti: Jakov Peters, Sjklovskij, Kneifis, Zeistin, Krenberg, María Chaikina, Sachs, Leontevitj, Delafabr, Blumkin, Alexandrovitj, Zitkin, Zahlman, Ryvkin, Reintenberg, Fines, Goldin, Gelperstein, Knigessen, Deibkin, Schillenckus, E. Rozmirovithj, G. Sverdlov, Karlson, Deibol, Zakis, Janson, Sjaumjan, Seizjan, Fogel, Antonov, Jakov Sorenseon.
imagesCA25M11N.jpgIn solo un anno, 320.000 chierici russi furono assassinati da questa “macchina per uccidere”. Secondo i registri del KGB, che diventarono pubblici dopo il 1991, questa “macchina per uccidere” della Ceca sterminò 10.180.000 persone tra il 1918 e il 1920. La brutale guerra civile che l’ebreo Lenin scatenò per sottomettere la Russia, causò altri quindici milioni di morti. Durante la fame nera “provocata” dal 1921 al 1922, morirono altri 5.053.000 russi. Durante i quattro primi anni che Lenin stette nel potere, sterminò oltre trenta milioni di russi.  
Quando Stalin assunse il potere in Russia, Lazar Kaganovitj si convertì nella sua mano destra. Lazar nacque nel 1893, e alla precoce età di 21 anni si laureò nell’Accademia Ebrea Superiore Talmudica; dopo, l’anno seguente, fu nominato “Gran Rabbino” della Russia. Stalin aveva piena fiducia in Kaganovitj, il quale utilizzò la “macchina per uccidere” dell’Intelligenza per continuare ad ammazzare il popolo russo.
Fu Kaganovitj quello che portò l’enorme fame nera del 1932-33, essendo le zone più colpite dell’Ucraina e del Caucaso settentrionale. Tutti gli agricoltori autonomi furono obbligati ad abbandonare le loro fattorie; alcuni di essi furono costretti a fare parte dei “kibbutz” che si denominò “kolchos” in russo. Stalin ordinò che la popolazione russa doveva diminuire; con questo poté vantarsi che non c’era disoccupazione nell’Unione Sovietica, che fu presentata agli occhi dell’Occidente come il “Paradiso” dei Lavoratori. Nel 1933, sei milioni di persone, tra uomini, donne e bambini, morirono di fame. Durante la primavera del 1933, ogni giorno morivano circa 25.000 persone in Ucraina. I sovietici provocarono quindici milioni di morti. Stalin incaricò di questo sterminio tre ebrei comunisti; Lazar Kaganovitj, Jakov Jakovlev (Epstein) e G. Kaminskij.Questi tre uomini decisero quanti agricoltori sarebbero rimasti nell’Unione Sovietica, e quanti altri sarebbero morti di fame o sarebbero stati avviati ai Gulag (campi di lavoro forzato).
Lo Storico Valentyn Moroz del dell’Institute for Historical Review ha scritto:
 “Il villaggio ucraino era stato a lungo riconosciuto come il baluardo delle tradizioni nazionali. I bolscevichi hanno cercato di infliggere un colpo mortale alla struttura del villaggio perché era la spinta vitale dello spirito nazionale “-.
antis995.jpgLa situazione fu tanto grave in Ucraina che nel 1934 si generalizzasse il cannibalismo e i bambini orfani furono condotti a centri specializzati, dove furono sacrificati e i suoi corpi spezzati e venduti alla popolazione. È anche importante evidenziare che Lev Trotsky guidò un’unità in Russia tra il 1929-1931, per pignorare le fattorie dei contadini obbligarli a lavorare in fattorie collettive. 
Affinché i lettori comprendano i danni causati al popolo russo, prestino bene attenzione in queste cifre forniteInoltre le bande di assassini comunisti sacrificarono 17,7 milioni di cavalli, 29,8 milioni di teste di bestiame, 10 milioni di vacche lattiere, 14,4 milioni di maiali e 93,9 milioni di pecore e capre. 
Il risultato di questa distruzione generalizzata dell’agricoltura in Russia e del suo bestiame per carne e latticini, fu che circa 15 milioni di russi morissero di fame. Queste cifre sono state prese dagli archivi ufficiali del KGB, disponibili dopo la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991.
IL GULAG
GULAG.jpgMentre scrivo queste linee, la mia anima piange profondamente man mano che immagino la sofferenza e la distruzione di tutta una nazione, e alle persone che persero perfino tutto quello che avevano, le loro vite, nelle mani di “uomini satanici”. I Gulag erano campi di lavoro forzato, uguali o ancora peggiori, dei campi dei nazisti. Esisterono circa 3000 campi di lavoro, sparsi da Murmansk, fino all’ovest della Siberia. Secondo Alexander Solzhenitsyn, per il Gulag passarono tra quaranta e cinquanta milioni di persone tra gli anni 1928 e 1953. Nonostante l’antica Unione Sovietica si ruppe nel 1991, ancora esistono i Gulag. In ogni campo c’erano da 2.000 a 10.000 prigionieri.  
Non tutti i carcerati, purtroppo, arrivarono ai campi. Molte volte i treni si fermavano durante il tragitto, in pieno inverno e si obbligava a tutti i carcerati di scendere. In quel luogo li costringevano a svestirsi e li irrigavano con acqua gelata, mentre le guardie si burlavano, ridendo e gridando: “Vanno in fumo caldo”. Come dire che, con questo tipo di trattamento, non potevano sopravvivere.
 

ASSASSINII PIANIFICATI SISTEMATICAMENTE

images_2.jpgDurante l’anno 1937, il Comitato Centrale Comunista, decise che la popolazione russa doveva essere soppressa ancora di più. Si ordinò al NKVD che sterminasse un numero di 268,950 persone. I dirigenti allora conclusero che il ritmo del massacro era troppo lento; è cosicché la quota di morti s’incrementò a 48.000 persone.  

 
Durante gli anni 1937-38 la NKVD fermò a sette milioni di carcerati politici, dei quali la cifra di assassinati arrivava a 40.000 il mese.  
I detenuti non avevano commesso nessun delitto. Le unità della NKVD circondavano quartieri e villaggi, e dopo, a caso, caricavano gente come bestiame. Col fine di accelerare il massacro, le casse dei camion che trasportano i carcerati erano ermeticamente chiuse, per permettere che fossero ammazzati con il gas. Come vede, il procedimento di morte con il gas era applicato ancora prima che lo usassero i nazisti.
 Vittime del comunismo giudaico…

– URSS, 80 milioni di morti;
– Cina, 65 milioni di morti (oggi non si sa…);
– Vietnam, 1 milione di morti;
– Corea del Nord, 2 milioni di morti;
– Cambogia, 2 milioni di morti;
– Europa dell’est, 2 milioni di morti;
– America Latina, 150.000 morti;
– Africa, 1 milione e 700.000 morti;
– Afghanistan, 1 milione e 500.000 morti;
-movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa 10.000 morti.
Il totale si avvicina ai 150 milioni di morti.

 

LA LISTA DELLE VITTIME E’ STATA PRESA DA: Libro nero del Comunismo di Stéphane Courtois.

 
LAVRENTII BERIA 
 
imagesCANP76WM.jpgNel Luglio del 1938, Lavrentii Beria, nato da una famiglia ebrea della Georgia nel 1899, fu nominato capo della NKVD. Beria si trasformò in uno dei peggiori assassini di massa della storia. Inoltre, era molto sadico e con orribili perversioni sessuali. Beria odiava i bambini, ed è per ciò che voleva inviarne il maggiore numero possibile ai campi di lavori forzati. Durante il mese di ottobre del 1940, la NKVD fermò attorno ad un milione di bambini, di età comprese tra i 14 e 17 anni. In città e villaggi, le unità del NKVD sequestravano semplicemente a caso i bambini, facendoli dopo sparire. Nel 1943 sequestrarono ed inviarono ai gulag circa due milioni di bambini. Secondo i registri ufficiali disponibili a Mosca, dopo la caduta del comunismo, circa 20 milioni di russi furono liquidati dai sicari, assassini, di Beria durante la guerra. I soldati e civili russi che erano stati catturati dai tedeschi e, dopo il 1945, obbligati a ritornare in Russia dai soldati nordamericani, furono trattati come nemici e posteriormente fucilati oppure inviati ai campi di lavori forzati.
A titolo individuale, Beria utilizzò il suo potere affinché le sue pattuglie sequestrassero ragazze giovani e li conducessero ai suoi quartieri, dove li violava. Dopo che Beria soddisfaceva le sue perversioni sessuali, li assassinava. Ufficialmente Stalin si vantava dicendo che “Beria è per me ciò che Heinrich Himmler era per Adolf Hitler.”
Nel 1949, Stalin era irritato con la maggioranza degli ebrei con posizioni di leadership nell’ Unione Sovietica. I leader ebrei avevano partecipato attivamente alla formazione dello stato d’Israele, canalizzando armi ed ebrei verso la Palestina. In un dibattito all’ONU nel 1948, furono congiuntamente l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti che, contro i britannici ed i francesi, forzarono la votazione affinché gli ebrei avessero un stato proprio: Israele. Stalin utilizzò il suo potere per ordinare la detenzione e l’esecuzione di centinaia di eminenti ebrei russi (una guerra tra ebrei). I leader comunisti ebrei avevano sufficienza forza per deporre a Stalin del suo carico di Segretario Generale del Partito comunista nel 1952. Stalin rispose fermando ad un gruppo di medici ebrei, tacciandoli di assassinare ai comunisti. Di seguito, attaccò tutti gli ebrei del politburo, come a tutti i membri che avevano mogli ebree, arrestandoli. Beria agì, ed i suoi agenti modificarono la medicazione di Stalin; e il 1° marzo del 1953, Stalin ricevé una dose letale di veleno che lo provocò un attacco cardiaco. Stalin perse la parola e tre giorni più tardi morì.
Allora succedè qualcosa di strano. Beria si trasformò nel capo dell’Unione Sovietica; ed il 23 marzo di 1953, ordinò che circa un milione di carcerati politici, rinchiusi nel GULAG, fossero messi in libertà. Il 27 maggio di 1953, suggerì che i sovietici abbandonassero la Germania Orientale e che la Germania potesse unificarsi. Volle anche consegnare i paesi baltici all’Occidente e ristabilire le autorità locali nell’Unione Sovietica. Allo stesso tempo, Beria cominciò a presentare relazioni pubbliche sui terribili assassini di massa ordinati da Stalin ed a rivelare la verità sul “culto di Stalin.”
Allora, Bulganin, Malenkov e Kruschev, attraverso un colpo di Stato, assunsero il potere nell’Unione Sovietica e fermarono a Beria e sei dei suoi più vicini collaboratori. Si celebrò un finto processo nel dicembre del 1953, nel quale furono condannati a morte e fucilati. La persona più influente di Krusciov era Lazar Kaganovitj, ma pochi anni dopo fu cacciato dal potere e mandato in esilio negli Urali. Nel 1964 Krusciov fu costretto a ritirarsi.
 

L’ADOLF EICHMAN DELLA RUSSIA: IVÁN ALEXANDROVITJ SEROV 

poster2106.jpgQuesto ebreo russo simbolizza tutta la malvagità che l’uomo può arrivare ad essere. Suona ironico che, il 31 maggio del 1962, l’ufficiale nazi tedesco Adolf Eichmann sia stato eseguito nella forca di una prigione israeliana, dopo che lo si trovasse rifugiato in Argentina, passata la Seconda Guerra Mondiale. Agenti del Mossad israeliano andarono in Argentina; lì lo sequestrarono, lo tirarono fuori clandestinamente dal paese e lo portarono in Israele per giudicarlo per gli assassini in massa di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Eichmann ammise che era stato solo un amministratore del piano per la detenzione degli ebrei in Germania e nei paesi occupati dai tedeschi; e di inviarli a campi di lavoro dove la maggioranza di essi morì, ossia per malattia, per fame, per il duro lavoro, o semplicemente assassinati in seguito cremati. Eichmann si difese aggiun00005171.jpggendo che eseguiva solo ordini, che era solo un ingranaggio nella catena di comando; che egli non era personalmente responsabile. Legittimamente, fu dichiarato colpevole dei crimini contro l’umanità fu impiccato e morì.
Però, perché i dirigenti di differenti paesi non hanno elevato il grido verso il cielo contro Iván Serov; e, in particolare, perché la comunità ebrea non parla degli orrendi crimini di Serov? Qui espongo brevemente quello che questo uomo fece mentre viveva:
All’età di 17 anni, Iván volle essere ufficiale dell’Esercito Rosso; ma dato che era basso – misurava solo 1,60 metri – entrò nelle Forze Sovietiche dell’Interno, dove realizzò funzioni di intelligenza. Siccome era astuto, divenne direttore della polizia segreta in Ucraina, sotto il comando diretto di Nikita Kruschev che a quei tempi era il segretario del partito Comunista in Ucraina. Iván Serov fu l’addetto della detenzione, deportazione ed assassinio di contadini ucraini durante i terribili anni di fame nera. 
Quando Stalin intervenne nella guerra civile spagnola (1936-1939), inviò a Serov per lavori di spionaggio e sterminio. Lavorò congiuntamente con individui che arrivarono ad essere comunisti famosi: Goumulka in Polonia e Tito in Yugoslavia.
Nel 1939, quando congiuntamente Germania e l’Unione Sovietica attaccarono la Polonia, Serov fu inviato per occuparsi delle deportazioni e le esecuzioni. Serov si cambiò temporaneamente il nome con quello di “Generale Malinov”. Un milione e mezzo di cittadini polacchi furono assassinati o deportati. Ci furono assassini di massa nel bosco di Katyn, nella periferia della città di Minsk; lì, 4,000 ufficiali polacchi furono assassinati e sepolti in fosse comuni. L’obiettivo era distruggere l’esercito polacco. Questo assassinio massiccio fu attribuito ai Nazisti, ma finalmente la verità uscì alla luce e si conobbe che fu opera della NKVD.
Nel 1940, quando i paesi baltici furono occupati dall’esercito sovietico, Serov fu l’addetto della deportazione e l’esecuzione di un milione di persone in quei paesi. Nel suo infame ordine (001223) che è stato declassificato degli archivi di Mosca, scrisse le seguenti direttive: “Tutte le detenzioni devono farsi all’alba. La famiglia deve essere riunita in una sola stanza, vestita e con la cosa più elementare in quanto a bagaglio. Nella stazione di ferrovia devono separare gli uomini dalle sue mogli che non si vedranno mai più, spiegando loro che sarà fatto una visita medica in luoghi diversi. Tutti i treni devono essere fortemente custoditi. Dopo avere “tolto di mezzo a questi cittadini baltici”, Serov fu premiato dietro l’ordine di Lenin.
Durante il collasso della Germania, Serov fu inviato di nuovo in Polonia, dove, mediante inganno, potè “registrare” a 200.000 dei combattenti che lottarono per la libertà contro i tedeschi. Posteriormente furono fucilati o deportati nei Gulag. Sedici membri del governo polacco esiliato a Londra che volarono a Varsavia, furono arrestati e mandati a Mosca, e non furono mai più visti. Serov fu quindi inviato al Caucaso e in Crimea, dove schiacciò le rivolte e diresse più deportazioni e uccisioni. Successivamente, fu assegnato a Berlino Est, dove il suo dipartimento lavorò sul rapimento di scienziati tedeschi, congiuntamente con gli arresti di persone regolari da inviare al Gulag. Dopo la morte di Stalin, la cupola utilizzò a Serov per uccidere Beria ed i suoi collaboratori.
A quei tempi, tutti i rami di intelligenza sovietica, eccetto il GRU, si fusero in una sola. Il suo primo direttore fu Serov. Circa 64.000 agenti dell’anteriore NKVD di Beria furono assassinati o deportati.
Iván Serov Alexandrovitj fu il perfetto burocrate, senza nessun scrupolo in favore del carattere sacro della vita umana. L’unica ragione per la quale non è stato mai giudicato, fu perché ancora il regime al quale servì stava al potere e lo protesse.

Dall’Europa no al reato di negazionismo per i crimini commessi dallo stalinismo

Dall'Europa no al reato di negazionismo

La Commissione Europea ha respinto una richiesta avanzata dai governi di Lituania, Lettonia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca di proibire e perseguire in tutto il territorio dell’Unione la negazione dei crimini staliniani esattamente come avviene con la Shoah.

Il problema è trovare un accordo sulle orrende violenze che hanno insanguinato l’Europa orientale sotto il comunismo. La Russia si oppone all’equiparazione tra i massacri staliniani e quelli hitleriani e anche gli storici sono divisi. Un punto cruciale è la stessa definizione di genocidio, che comprende i tentativi di eliminare gruppi etnici o religiosi, ma non classi sociali. Fu già l’Urss di Stalin, nel 1948, ad opporsi all’introduzione di questa categoria in sede ONU. Bruxelles non è quindi riuscita a trovare un accordo nemmeno sulla natura delle deportazioni nei GULag.

 

 

PERCHÉ QUESTA BREVE STORIA CIRCA L’INTELLIGENZA SOVIETICA? 
POTREBBE RIPETERSI IN AMERICA?
Dall’articolo “L’AMERICA VINTA”, della D.ssa Lasha Darkmoon si legge tra l’altro:
“L’orgia di morte, tortura e saccheggio che seguì il trionfo ebraico in Russia (dopo la Rivoluzione Bolscevica del 1917) non fu mai uguagliata nella storia del mondo. Gli Ebrei erano liberi di praticare le loro più fervide fantasie di omicidio di massa su vittime indifese.
I cattolici furono trascinati giù dai loro letti, torturati e uccisi. Alcuni furono addirittura fatti a pezzi, un po’ alla volta, mentre altri furono marcati con ferri roventi, strappati gli occhi con dolori difficilmente immaginabili.
Altri furono messi dentro a delle casse, all’interno delle quali venivano introdotti ratti affamati che si accanivano sui corpi. Alcuni furono inchiodati al soffitto per le mani o per i piedi e lasciati a penzoloni fintanto che sopraggiungeva la morte per sfinimento.
Altri furono incatenati al pavimento e versato loro in bocca piombo bollente. Molti furono legati a dei cavalli e trascinati per le strade della città mentre la folla si accaniva su di loro con sassi e pedate fino alla morte.
Le madri venivano portate nella pubblica piazza dove venivano strappati dalle braccia i loro bambini, i quali venivano buttai in aria per poi essere infilzati al volo sulla punta della baionetta.
Le donne cattoliche gravide venivano incatenate agli alberi e i bambini strappati dal ventre materno.
“Non dobbiamo mai dimenticare cosa successe quando gli ebrei erano una élite nemica nell’Unione Sovietica,” fa notare tristemente il Prof. Kevin MacDonald. “Il disgusto e il disprezzo per la gente tradizionale e la cultura della Russia fu un importante fattore nell’accanita partecipazione ebraica nei più grandi crimini del 20° secolo.”
MacDonald si riferisce al genocidio sistematico di oltre 50 milioni di russi sotto il dominio di Lenin e Stalin: un periodo di assassinii di massa che attraversò ben 36 anni (1917-1953).
La nuova elite americana, come ho evidenziato nella prima parte di questo articolo (L’America come Colonia Israeliana), è un elite ebraica. Esattamente come l’elite della Russia bolscevica e dell’Unione Sovietica stalinista. Ed è in sostanza un elite ostile che “detesta la nazione che governa.”
Dobbiamo quindi stare in guardia. FONTE

 

Putin al Museo Ebraico di Mosca: “Il primo governo sovietico era perlopiù composto da ebrei guidati da false ideologie
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Putin: il primo governo sovietico era perlopiù composto da ebrei
Parlando al Museo Ebraico di Mosca, il presidente russo ha affermato che tali politici sono stati guidati da false ideologie http://www.timesofisrael.com/putin-first-soviet-government-was-mostly

– Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che almeno l’80 per cento dei membri del primo governo sovietico erano ebrei.

 

“Ho pensato a qualcosa solo ora: la decisione di nazionalizzare questa biblioteca è stata fatta dal primo governo sovietico, la cui composizione era perlopiù ebrea per l’80-85 per cento”, ha detto Putin lo scorso 13 giugno nel corso di una visita al Museo Ebraico e al Centro di Tolleranza di Mosca.

Putin si è riferito alla biblioteca del rabbino Joseph I. Schneerson, l’ultimo leader del movimento Chabad-Lubavitch. I libri, che vengono rivendicati dai rappresentanti Chabad negli Stati Uniti, sono stati spostati al museo di Mosca da questo mese.

Secondo la trascrizione ufficiale del discorso al museo, Putin ha continuato dicendo che i politici del primo governo sovietico a prevalenza OLYMPUS DIGITAL CAMERAEbraica “sono stati guidati da false considerazioni ideologiche ed hanno sostenuto l’arresto e la repressione di ebrei, cristiani ortodossi russi, musulmani e membri di altre fedi. Tutti sono stati raggruppati nella stessa categoria.

“Fortunatamente, tali visioni e percezioni ideologiche sono crollate. Ed oggi, stiamo essenzialmente restituendo questi libri alla comunità ebraica con un sorriso felice. “

Ampiamente considerato come il primo governo sovietico, il Consiglio dei Commissari del Popolo è stata costituito nel 1917 ed era composto da 16 leader, tra cui il presidente Vladimir Lenin, il capo degli affari esteri Leon Trotsky e Stalin, che era a capo del Commissariato del Popolo delle nazionalità. Fonte: http://www.timesofisrael.com/putin-first-soviet-government-was-mostly-jewish/   Traduzione a cura dell’Associazione “La Torre”

 Il comunismo, mascherato dall’abolizione delle classi, è un piano per schiavizzare le masse sotto il pugno di ferro dell’élite ebrea. La sua origine è proprio uscita dal Talmud ebraico, e in sostanza tutti i leader importanti della rivoluzione bolscevica comunista erano ebrei, reclutati e finanziati dai banchieri sionisti ebrei di Wall Street a svolgere un ruolo fondamentale nella rivoluzione russa. Karl Marx era un Ebreo. Vladimir Lenin (vero nome Vladimir Ilic Ulianov) era un Ebreo, così come circa l’80% di tutti i leader della rivoluzione bolscevica.
« Sulla spada e il fuoco trionfò il giudaismo con il nostro fratello Carlo Marx, l’ebreo che ha il compito di realizzare quanto hanno ordinato i nostri Profeti, elaborando il piano conveniente per mezzo delle rivendicazioni del proletariato». Chi scrisse queste frasi ? Un ebreo, naturalmente. Queste frasi possono, infatti, essere lette nel giornale ebreo Haijut di Varsavia, del 3 agosto 1928.
Ciò che i bolscevichi, ebrei nella maggior parte, fanno oggi in Russia contro il Cristianesimo, non è che una nuova edizione di quanto fecero i massoni durante la rivoluzione francese. Gli esecutori sono diversi, ma la dottrina che li muove e li autorizza, nonché la suprema direzione e guida, sono sempre le stesse » . Cardinale José Maria Caro, E., Arcivescovo di Santiago, Primate del Cile. El Misterio de la masoneria. Diffusione Editoriale, pag. 258
“Non sussiste ormai alcun dubbio sul fatti che gli ideatori del comunismo furono gli ebrei. Essi, infatti, sono stati non solo gli inventori, ma anche gli autori della dottrina su cui poggia quel mostruoso sistema che tiene aggiogato con potere assoluto la maggior parte dell’Europa e dell’Asia, che sconvolge le nazioni americane e si diffonde progressivamente in tutti i popoli, anche cristiani, del mondo. Il comunismo agisce come un cancro letale, si spande come un tumore maligno nelle pieghe più recondite delle nazioni libere. E sembra purtroppo che non esista un rimedio contro tanto male. Non solo, ma risulta altrettanto chiaro che sono gli ebrei gli inventori ed i dirigenti della pratica comunista, della sua efficiente tattica di combattimento, della sua insensibile e spietata politica inumana messa in atto, nonché della sua aggressiva strategia internazionale”. Tratto da “Complotto contro la chiesa”

Fonte: questo articolo fu originalmente scritto da John S. Torell e publicato nel Boletín di marzo del 2000 da Cruzadas Evangelistas Europeoamericanas -http://www.eaec-es.org/index.html – Redacción y adaptación: VM-Argentina 
FONTI:
VS, Box 8052, Stoccolma, Svezia, numero 6, 1999 / Britton, Frank, dietro il comunismo / Knight, Amy, Primo Tenente Beria, Stalin, Princeton University Press, 1993 / Lina, Juri, sotto il segno dello Scorpione, Forlaget referente, Stoccolma, 1994 / Enciclopedia Britannica, 1999 versione disco del computer

Il mondo crede che gli EBREI hanno il monopolio sul “Ricordo dell’Olocausto.” Ma il presidente ucraino Viktor Yushchenko ha gettato gli ebrei una curva dedicando il 2008 come “Anno della Memoria Ucraina dell’Olocausto” Qui.

Questo “ricordo dell’olocausto”, ricorda l’omicidio per fame forzata di * 6 milioni * di cristiani ucraini, uccisi dai bolscevichi ebrei. Gli ucraini chiamano questo olocausto “Holodomor” che significa “carestia-genocidio.”
Naturalmente gli ebrei sionisti lo negano. Proprio come negano tutti i loro numerosi crimini contro l’umanità.
Lo storico Valentyn Moroz dell’Institute for Historical Review ha scritto:
– “Il villaggio ucraino era stato a lungo riconosciuto come il baluardo delle tradizioni nazionali. I bolscevichi hanno cercato di infliggere un colpo mortale alla struttura del villaggio perché era la primavera dello spirito vitale nazional

 

 

 

 

 

21 agosto 2011

OLOCAUSTO: ASCOLTIAMO ENTRAMBE LE PARTI
di Mark Weber

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(La vignetta tradotta:

1° commento: "Non penso siano ebrei"

2° commento: noi DOBBIAMO arrivare a 6.000.000, in OGNI caso)

Tutti noi abbiamo sentito dire che il regime nazista uccise sistematicamente circa sei milioni di ebrei durante la II Guerra Mondiale, in gran parte attraverso le camere a gas. Lo sentiamo dire in continuazione dalla televisione, dai film, dai libri e dagli articoli che compaiono su giornali e riviste. I corsi di informazione sull’Olocausto sono obbligatori in molte scuole. In tutto il paese si tengono ogni anno cerimonie di commemorazione dell’Olocausto. Ogni grande città americana possiede almeno un museo dedicato all’Olocausto. A Washington, DC, il Museo Memoriale dell’Olocausto attira centinaia di migliaia di visitatori ogni anno.

Gli studiosi contestano la storia dell’Olocausto

Ma non tutti accettano la versione ufficiale dell’Olocausto. Fra gli scettici possiamo citare il Dr. Arthur Butz della Northwestern University, Roger Garaudy e il Prof. Robert Faurisson in Francia, e lo storico britannico David Irving, autore di vari bestseller.

Questi autori revisionisti non “negano l’Olocausto”. Essi riconoscono la catastrofe subita dagli ebrei d’Europa durante la II Guerra Mondiale. Non discutono il fatto che un gran numero di ebrei sia stato crudelmente strappato alle proprie case, rinchiuso in ghetti sovraffollati o deportato verso i campi di concentramento. Riconoscono che molte centinaia di migliaia di ebrei europei sono morti o sono stati uccisi, spesso in circostanze orribili.

Ma allo stesso tempo gli storici revisionisti presentano una quantità imponente, sebbene spesso ignorata, di prove a sostegno del proprio punto di vista, secondo il quale non vi sarebbe stato alcun progetto di sterminare gli ebrei d’Europa da parte dei tedeschi, le testimonianze relative agli omicidi di massa nelle “camere a gas” sarebbero spesso fasulle e la cifra di sei milioni di morti ebrei durante la guerra sarebbe un’esagerazione.

Molte affermazioni sull’Olocausto sono state abbandonate

Dalla II Guerra Mondiale la storia dell’Olocausto è cambiata un bel po’. Molte affermazioni relative allo sterminio, che un tempo erano largamente accettate, sono state lasciate cadere nel dimenticatoio.

Dachau_gas-chamber-never-used-mai-usata.jpgAd esempio, si è affermato per anni con sicurezza che gli ebrei venivano uccisi in camere a gas a Dachau, Buchenwald e in altri campi di concentramento sul territorio tedesco.

(nella foto la targa UFFICIALE posta dentro la ex "camera a gas" di Dachau)

Questa parte del racconto dello sterminio si è rivelata così insostenibile che è stata abbandonata ormai da molti anni. Nessuno storico serio dà oggi credito all’esistenza, che un tempo si riteneva provata, di “campi di sterminio” nel Reich germanico pre-1938. Perfino il celebre “cacciatore di nazisti” Simon Wiesenthal ha dovuto riconoscere che “non ci furono campi di sterminio in territorio tedesco” (1)

I principali storici dell’Olocausto affermano oggi che un gran numero di ebrei fu gasato in soli sei campi, situati in quella che è oggi la Polonia: Auschwitz, Majdanek, Treblinka, Sobibor, Chelmno e Belzec.

Tuttavia, le prove relative alle gasazioni in questi sei campi non sono qualitativamente diverse da quelle, oggi ritenute senza fondamento, presentate a suo tempo per le presunte “gasazioni” in territorio tedesco.

Durante il grande processo di Norimberga del 1945-46 e nel decennio successivo alla fine della II Guerra Mondiale, Auschwitz (soprattutto Auschwitz-Birkenau) e Majdanek (Lublino) furono considerati i due più importanti “campi della morte”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Auschwitz_plaque_4mil.jpgA Norimberga le vittoriose forze alleate accusarono i tedeschi di aver ucciso quattro milioni di ebrei ad Auschwitz e un altro milione e mezzo a Majdanek. Oggi nessuno storico serio accetta queste cifre assurde. (2)

Inoltre, negli anni recenti, sono state raccolte prove incontrovertibili che non si conciliano con le testimonianze di attività di sterminio di massa in questi campi. Per esempio, alcune dettagliate fotografieaeree di Auschwitz-Birkenau, scattate in diversi giorni del 1944 – all’apice delle presunte attività di sterminio – non mostrano tracce di mucchi di cadaveri, ciminiere fumanti o masse di ebrei in attesa della morte, tutte cose che sarebbero chiaramente visibili se le voci che parlano di sterminio all’interno del campo fossero vere.

La “confessione” postbellica del comandante di Auschwitz, Rudolf Höss, citata spesso come prova fondamentale nella storia dell’Olocausto, si è rivelata essere una falsa testimonianza ottenuta con la tortura. (3)(Sulla tale "confessione" si legga QUI l'analisi di Carlo Mattogno)

Altre affermazioni assurde sull’Olocausto

Per un certo periodo si è seriamente sostenuto che i tedeschi ricavavano sapone dai cadaveri degli ebrei (4) e che sterminavano metodicamente gli ebrei col vapore e l’elettricità.

 

 

 

 

A Norimberga gli ufficiali americani accusarono i tedeschi di aver ucciso gli ebrei a Treblinka non nelle camere a gas, come si afferma oggi, ma facendoli bollire fino alla morte in “camere a vapore. (5)

Boris Polevoi- Russian Jewish writer Boris Polevoi-1945-elettroesecuzione-articolo-pravda.jpg(In foto, Boris Polevoi ,giornalista propagandista ebreobolscevico della Pravda che,il 2 Febbraio 1945 ,5 giorni dopo l'occupazione russa dell' abbandonato lager di Auschwitz, inventò, in un articolo l'elettro esecuzione nel KL di Auschwitz, evidentemente DOPO aver ascoltato i SOPRAVVISSUTI lì rimasti, che EVIDENTEMENTE non sapevano di CAMERE a GAS e della carneficina di "4.000.000" di ebrei appena conclusasi ! )

Qui sotto quello che dovrebbe essere stato il sistema di sterminio nella fantasia giudeobolscevica

 

 

 

 

 auschwitz-elettroesecuzione-maggio-1945-pravda-pavlov-ebreo.jpg

 Il 2 febbraio1945 la Pravda pubblicò un articolo del suo corrispondente Boris Poljevoi intitolato «Il complesso della morte ad Auschwitz», nel quale, tra l'altro, si legge quanto segue:

«Essi [i Tedeschi] spianarono la collina delle cosiddette “vecchie” fosse nella parte orientale, fecero saltare e distrussero le tracce del nastro trasportatore elettrico (eljektrokonvjeijera) dove erano stati uccisi centinaia di detenuti alla volta con la corrente elettrica (eljektriceskim tokom); i cadaveri venivano messi su un nastro trasportatore che si muoveva lentamente e scorreva fino a un forno a pozzo (sciachtnuju pje­), dove i cadaveri bruciavano completamente»(consulta la fonte coi riferimenti, cliccando QUI)

I giornali americani, citando il rapporto di un testimone sovietico dall’appena liberato campo di Auschwitz, raccontarono nel 1945 ai lettori che i metodici tedeschi avevano ucciso gli ebrei utilizzando una grata elettrificata su cui centinaia di persone potevano essere fulminate simultaneamente [e] poi spostate verso i forni. Esse venivano cremate quasi immediatamente, ricavando dai loro corpi fertilizzante per i vicini campi di cavoli”. (6)

Queste e molte altre bizzarrie riguardanti l’Olocausto sono state silenziosamente abbandonate col passare degli anni.

Le malattie uccisero molti detenuti

Tutti conoscono le terribili fotografie dei detenuti morti o moribondi trovati in campi di concentramento come Bergen-Belsen e Nordhausen, liberati dalle truppe americane e britanniche nelle ultime settimane della guerra in Europa. Molte persone accettano queste fotografie come prova dell’”Olocausto”.

In realtà, questi detenuti morti o moribondi furono le sfortunate vittime delle malattie e della malnutrizione provocate dal totale collasso della Germania negli ultimi mesi della guerra. Se davvero ci fosse stato un sistematico programma di sterminio, gli ebrei trovati vivi dagli alleati alla fine della guerra sarebbero stati molti di meno. (7)

Di fronte all’avanzare delle truppe sovietiche, una gran quantità di ebrei, negli ultimi mesi di guerra, venne evacuata dai campi e dai ghetti orientali verso i restanti campi della Germania occidentale. Questi campi divennero ben presto tremendamente sovraffollati, il che vanificò gli sforzi di prevenire la diffusione delle malattie. Inoltre, il collasso del sistema dei trasporti tedesco rese impossibile rifornire i campi del cibo e delle medicine necessarie.

Testimonianze inattendibili

vrba_wetzler1.jpgGli storici dell’Olocausto si affidano soprattutto ai cosiddetti “testimoni sopravvissuti” per sostenere la versione ufficiale. Ma simili “prove” sono notoriamente inattendibili e sono ben pochi i sopravvissuti che affermano di aver assistito a omicidi di massa.

Il direttore degli archivi dello Yad Vashem, il Museo israeliano dell’Olocausto, ha confermato che buona parte delle 20.000 testimonianze di sopravvissuti conservate nel museo sono “inattendibili.

Molti sopravvissuti, desiderando “sentirsi parte della storia”, hanno dato sfogo alla propria immaginazione, afferma il direttore Shmuel Krakowski. (8) (Cliccando QUI si leggerà di 2 falsari olocaustici,ebrei,per eccellenza,foto sopra!)

Il prof. Arno Mayer dell’Università di Princeton, ha scritto:

Le fonti per lo studio delle camere a gas sono, al contempo, rare e inattendibili... Non è possibile negare le molte contraddizioni, ambiguità ed errori delle fonti esistenti”. (9)

Documenti tedeschi confiscati

Haavara_in_inglese.jpg(A sin un documento originale INCONTESTABILE: il PATTO di COLLABORAZIONE tra ebrei sionisti tedeschi e III° Reich sulla EMIGRAZIONE ebraica dalla Germania,firmato il 25 Agosto 1933!)

Alla fine della II Guerra Mondiale gli alleati confiscarono un’enorme quantità di documenti tedeschi relativi alla politica della Germania verso gli ebrei durante il periodo di guerra, che viene spesso definita “soluzione finale”. Ma non è mai stato trovato un solo documento che si riferisca a un programma di sterminio. Al contrario, i documenti trovati mostrano che la “soluzione finale” era un programma di emigrazione e deportazione, non di sterminio.

Uno dei documenti più importanti è un memorandum del Ministero degli esteri tedesco, datato 21 agosto 1942. (10) “L’attuale guerra offre alla Germania l’opportunità e anche il dovere di risolvere la questione ebraica in Europa”, si legge nel documento. La politica “di promuovere l’evacuazione degli ebrei in stretta cooperazione con il Reichsführer SS [Heinrich Himmler] è ancora in vigore”. Il memorandum nota che il numero di ebrei così deportati verso Est non basta a soddisfare le locali richieste di manodopera”.

Il memorandum cita il Ministro degli Esteri von Ribbentrop, affermando che “alla fine di questa guerra tutti gli ebrei dovranno aver lasciato l’Europa. Questa è stata un’irremovibile decisione del Führer [Hitler] ed è anche l’unico modo di affrontare questo problema, poiché l’unica soluzione possibile è quella globale e generale, mentre le misure individuali non sarebbero di gran giovamento”.

Il memorandum si conclude con l’affermazione che “le deportazioni [degli ebrei dell’Est] sono un passo ulteriore sulla strada di una soluzione definitiva... La deportazione verso il Governo Generale [polacco] è una misura provvisoria. Gli ebrei saranno in seguito trasferiti verso i territori occupati dell’Est [sovietico], non appena le condizioni tecniche lo permetteranno”.

Hitler e la “soluzione finale”

[Sul "problema" (per gli olosterminazionisti in S.P.E.) dell'ORDINE (mancante!) di sterminio di Adof Hitler, si legga il CAPITOLO V dello studio "Hilberg e le conoscenze della storiografia olocausticasul Führerbefehl all’inizio degli anni Ottanta. Bilancio di due convegni storici" di Carlo Mattogno, cliccando QUI]

Non c’è nessuna prova documentale che Hitler abbia mai dato l’ordine di sterminare gli ebrei. Al contrario, i documenti evidenziano che il leader tedesco voleva che gli ebrei lasciassero l’Europa, con l’emigrazione, se possibile, o con la deportazione, se necessario.

 

 

 

 

 

Schlegelberger document marzo-aprile1942.JPGUn documento (foto, German Federal Archives (BA) file R.22/52) confidenziale trovato dopo la guerra nei registri del Ministero della Giustizia del Reich rivela il suo pensiero. Nella primavera 1942, il Segretario di Stato Schlegelberger annotava in un memorandum che il capo della Cancelleria di Hitler, Hans Lammers, lo aveva informato che il Führer [Hitler] gli ha detto ripetutamente [a Lammers] che vuole che la soluzione del problema ebraico venga rinviata a dopo la fine della guerra”. (11)

E il 24 luglio 1942, Hitler confermò a persone a lui vicine la propria determinazione a rimuovere dall’Europa tutti gli ebrei dopo la fine della guerra:

Gli ebrei sono interessati all’Europa per ragioni economiche, ma l’Europa deve respingerli, non fosse altro che nel proprio interesse, visto che gli ebrei sono razzialmente più forti. Dopo che la guerra sarà finita, mi atterrò rigorosamente a questo progetto... Gli ebrei dovranno andarsene ed emigrare verso il Madagascar o in qualche altro stato nazionale ebraico”. (12)

 

 

Le SS di Himmler e i campi

$apone ebraico,$hoah must go on,6.000.000 ... $ei milioni ?,aaa-cerca$i camere a ga$,accordo trasferimento,haavara agreement,adolf hitler,ansia,paranoia,delirio,prozac,articoli di g.l. freda,articoli di mark weber,au$chwitz fotografie aeree,au$chwitz olocau$to idolatria,au$schwitz : assistenza sanitaria,bla$femia olocau$tiane$imo,disordine da stress pre traumatico (dpts),endlösung: nisko plan,führerbefehl-ordine $terminio,gianluca freda,holoca$h,holocash,truffa,indu$tria dell'olocau$to,lager au$chwitz,lager buchenwald - dora,lager dachau,lager für holocaust revisionisten,madagascar,wannsee,deportazioni all'est,martin luther memorandum,repre$$ione revisionismo,schlegelberger documento,soluzione finale - endlösung,ss-obersturmbannführer r. höss,testimoni falsi e falsari,verità politicamente scorrette,wiesel elie (il sedicente),wiesenthal simonIn tempo di guerra gli ebrei rappresentavano una porzione rilevante della forza lavoro tedesca ed era quindi nell’interesse della Germania tenerli vivi.

(Nella foto alcuni internati del lager di Campo di concentramento di Mittelbau-Dora ,addetti alla produzione di componenti per missili V2, CliccandoQUI maggiori informazioni su tale attività)

Il 28 dicembre 1942 la direzione amministrativa dei campi SS inviò una direttiva a tutti i campi di concentramento, compreso Auschwitz, criticando con durezza l’alta incidenza della morte per malattia fra i detenuti e ordinando che

“i medici dei campi utilizzino tutti i mezzi a loro disposizione per ridurre in modo significativo il tasso di mortalità nei vari campi.

Veniva inoltre ordinato:

I dottori dei campi dovranno controllare più frequentemente che in passato la nutrizione dei prigionieri e, coordinandosi con l’amministrazione, proporre soluzioni migliorative ai comandanti di campo... I dottori di campo dovranno vigilare affinché le condizioni operative nei diversi luoghi di lavoro siano le migliori possibili.

Infine, la direttiva sottolineava che il Reichsführer SS [Himmler] ha ordinato che il tasso di mortalità venga ridotto ad ogni costo. (13)

Sei milioni

La cifra di sei milioni di morti ebrei durante la guerra, che ci viene incessantemente ripetuta, è un’esagerazione. Uno tra i principali giornali della neutrale Svizzera, il quotidiano Baseler Nachrichten, stimava nel giugno 1946 che non più di 1,5 milioni di ebrei europei potevano essere morti sotto il dominio tedesco durante la guerra. (14) In effetti, milioni di ebrei sopravvissero al dominio tedesco durante la II Guerra Mondiale, compresi molti di coloro che erano stati internati ad Auschwitz e in altri “campi di sterminio”.

“Olocaustomania” a senso unico

holokauszt.holocash.jpgBenché la II Guerra Mondiale sia finita più di 60 anni fa, non c’è stata tregua nel flusso costante di film aventi per tema l’Olocausto, di cerimonie di “commemorazione dell’Olocausto” e di corsi d’informazione sull’Olocausto.

Il rabbino capo d’Inghilterra, Immanuel Jakobovits, ha appropriatamente descritto la propaganda sull’Olocausto come una vera e propria industria, con profitti notevoli per scrittori, ricercatori, registi, costruttori di monumenti, progettisti di musei e perfino politici”. Ha anche aggiunto che diversi rabbini e teologi sono “partner di questo lucroso affare”. (16)

 

 

 

 

holocaustianità-auschwitziana-delirio-pazzia-demenza-paranoia-ebraica-ebrei-juden-jews.jpgPer molti ebrei, l’Olocausto è praticamente una nuova religione. Il rabbino Michael Goldberg parla di “culto dell’Olocausto” con “i suoi articoli di fede, i suoi riti, i suoi santuari”. (17) In questa campagna propagandistica – che lo storico ebreo-americano Alfred Lilienthal chiama “olocaustomania” – gli ebrei vengono ritratti come vittime assolutamente incolpevoli e i non ebrei come esseri moralmente retrogradi che possono trasformarsi da un momento all’altro in nazisti assassini.

Per molti ebrei, la principale lezione che deriva dall’Olocausto è che i non ebrei, in un certo senso, sono tutti da guardare con sospetto. Se un popolo così istruito ed evoluto come quello tedesco può rivoltarsi contro gli ebrei, allora nessuna nazione non ebraica può essere del tutto degna di fiducia.

Alle vittime non ebree non viene riservato lo stesso trattamento. Ad esempio, in America non vi sono memoriali, centri di studi o cerimonie annuali per le vittime del dittatore sovietico Stalin, che fece di gran lunga più vittime di Hitler, o per le decine di milioni di vittime del dittatore cinese Mao Zedong.

L’Olocausto che semina odio

La storia dell’Olocausto viene utilizzata spesso per fomentare odio e ostilità, soprattutto contro il popolo tedesco, gli europei dell’est e la Chiesa Cattolica.

Elie Wiesel Holocaust -hoaxer.jpgIl noto scrittore ebreo Elie Wiesel (nel fotomontaggio) è un ex detenuto di Auschwitz che ha ricoperto l’incarico di direttore dell’Holocaust Memorial Council americano. Nel 1986 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. Questo sionista fervente ha scritto nel suo libro Legends of Our Time:

Ogni ebreo, da qualche parte del proprio essere, dovrebbe riservare una zona all’odio – un odio forte, virileper ciò che il tedesco rappresenta e per ciò che continua ad esistere in ogni tedesco. (18)

(Su tale wiesel elie ,sulle sue  storie si sedicente sopravvissuto, la demolizione sistematica di un VERO ex internato ,nello studio dedicato di Carlo Mattogno, ...cliccare QUI)

 

 

Cui prodest?

La campagna di commemorazione dell’Olocausto è di vitale importanza per gli interessi di Israele, che deve la propria esistenza agli enormi finanziamenti annuali pagati dai contribuenti americani. Serve a giustificare il massiccio sostegno offerto dagli USA a Israele e a giustificare le altrimenti ingiustificabili politiche israeliane.

Paula E. Hyman, insegnante di storia ebraica moderna all’Università di Yale, ha osservato:

 

 

 

arbeit-macht-frei-palestinian-holocaust.jpgPer ciò che riguarda Israele, l’Olocausto può essere usato per mettere a tacere le critiche politiche e sopprimere il dibattito; esso rafforza il sentimento degli ebrei di essere un popolo eternamente perseguitato che può confidare unicamente in se stesso per la propria difesa. L’evocazione della sofferenza patita dagli ebrei sotto il nazismo sostituisce spesso gli argomenti razionali e serve a convincere i dubbiosi della legittimità dell’attuale politica del governo israeliano”. (19)

(nella foto un esempio della scellerata e genocida attività criminale dell'entità sionista di Palestina che si VUOLE e DEVE  giustificare e coprire)

Norman Finkelstein, professore ebreo che insegna alla DePaul University di Chicago [insegnava, purtroppo, ora è stato fatto licenziare, NdT], scrive nel suo libro L’industria dell’Olocausto che

“invocare l’Olocausto” è “un espediente per delegittimare ogni critica verso gli ebrei”. Aggiunge:

“Attribuendo agli ebrei la totale esenzione da ogni colpa, il dogma dell’Olocausto immunizza Israele e la comunità ebraica americana dalle legittime critiche... L’Organizzazione Ebraica Americana ha sfruttato l’Olocausto nazista per sviare le critiche verso Israele e le sue politiche moralmente indifendibili”.

 

 

 

 

germany-pays.gifFinkelstein parla anche dello sfacciato “ladrocinio” ai danni della Germania, della Svizzera e di altri paesi da parte di Israele e della comunità ebraica internazionale

allo scopo di estorcere miliardi di dollari (20)

Un altro motivo per cui la leggenda dell’Olocausto si è rivelata così durevole sta nel fatto che i governi delle principali potenze hanno un forte interesse a tenerla viva. Le potenze uscite vincitrici dalla II Guerra Mondiale – Stati Uniti, Russia e Inghilterra – hanno tutto da guadagnare nel dipingere lo sconfitto regime hitleriano il più negativamente possibile. Più si fa apparire quel regime come malvagio e satanico, più facilmente la causa alleata – e i mezzi che furono usati per perseguirla – potrà essere presentata come giustificata e perfino nobile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conclusione

$apone ebraico,$hoah must go on,6.000.000 ... $ei milioni ?,aaa-cerca$i camere a ga$,accordo trasferimento,haavara agreement,adolf hitler,ansia,paranoia,delirio,prozac,articoli di g.l. freda,articoli di mark weber,au$chwitz fotografie aeree,au$chwitz olocau$to idolatria,au$schwitz : assistenza sanitaria,bla$femia olocau$tiane$imo,disordine da stress pre traumatico (dpts),endlösung: nisko plan,führerbefehl-ordine $terminio,gianluca freda,holoca$h,holocash,truffa,indu$tria dell'olocau$to,lager au$chwitz,lager buchenwald - dora,lager dachau,lager für holocaust revisionisten,madagascar,wannsee,deportazioni all'est,martin luther memorandum,repre$$ione revisionismo,schlegelberger documento,soluzione finale - endlösung,ss-obersturmbannführer r. höss,testimoni falsi e falsari,verità politicamente scorrette,wiesel elie (il sedicente),wiesenthal simonIn molti paesi, lo scetticismo sull’Olocausto è messo a tacere o perfino espressamente vietato.("REATO" che si vuole perseguire anche in Italia ,cliccare QUI,da parte di tale pacifici riccardo,ebreo di Roma)(nella foto : pacifici riccardo)

Negli Stati Uniti, molti insegnanti sono stati licenziati per avere espresso punti di vista eretici su questo argomento. In Canada, negli Stati Uniti e in Francia, accade spesso che energumeni aggrediscano gli scettici dell’Olocausto.

Uno di questi ultimi è stato perfino ucciso per le sue opinioni. (21)

In alcuni paesi, tra cui Francia e Germania, la “negazione dell’Olocausto” è un reato. Molte persone sono state incarcerate, pesantemente multate o costrette all’esilio per avere espresso dubbi su certi aspetti della versione ufficiale dell’Olocausto.

Nonostante le leggi contro la “negazione dell’Olocausto”, la pubblica censura, le intimidazioni, le incessanti campagne di “commemorazione dell’Olocausto” e perfino le aggressioni fisiche, un documentato scetticismo riguardo la versione ufficiale dell’Olocausto sta rapidamente espandendosi in tutto il mondo.

Questa tendenza è salutare. Ogni capitolo della storia, compreso quello del trattamento riservato agli ebrei d’Europa durante la II Guerra Mondiale, dovrebbe essere oggetto di studi critici obbiettivi. Un dibattito senza vincoli e uno scetticismo documentato sulle vicende storiche – perfino su quelle “ufficiali” – è essenziale in una società libera, aperta e matura.

 Note

1. Books & Bookmen (Londra), Aprile 1975, p. 5; “Gassings in ,” Stars and Stripes (edizione europea), 24 gennaio 1993, p. 14; “Wiesenthal Re-Confirms: 'No Extermination Camps on German Soil’”, in The Journal of Historical Review, maggio-giugno 1993, pp. 9-11.
( http://www.ihr.org/jhr/v13/v13n3p-9_Staff.html )

2. Allied indictment at Nuremberg Tribunal. International Military Tribunal (IMT) “blue series,” Vol. 1, p. 47; Raul Hilberg, The Destruction of the European Jews (Holmes & Meier [3 voll.], 1985), p. 1219; Peter Steinfels, "Auschwitz Revisionism," The New York Times, Nov. 12, 1989.

3. Rupert Butler, Legions of Death ( Inghilterra: 1983), pp. 235-237; R. Faurisson, “How the British Obtained the Confessions of Rudolf Höss,” in The Journal of Historical Review, Winter 1986-87
( http://www.ihr.org/jhr/v07/v07p389_Faurisson.html ).

4. Mark Weber, “Jewish Soap", in The Journal of Historical Review, Estate 1991, pp. 217-227.
( http://www.ihr.org/jhr/v11/v11p217_Weber.html )

5. Documento di Norimberga PS-3311 (USA-293). International Military Tribunal (IMT) “blue series,” Vol. 32, pp. 153-158; IMT, Vol. 3, pp. 566-568; Vedi anche: M. Weber, Treblinka,” in The Journal of Historical Review, Estate 1992, pp. 133-158
( http://www.ihr.org/jhr/v12/v12p133_Allen.html )

6. Washington (DC) Daily News, 2 febbraio 1945, pp. 2, 35. (dispaccio della United Press da Mosca).

7. Vedi: M. Weber, “Bergen-Belsen Camp: The Suppressed Story,” in The Journal of Historical Review, maggio-giugno 1995, pp. 23-30.
( http://www.ihr.org/jhr/v15/v15n3p23_Weber.html)

8. B. Amouyal, “Doubts Over Evidence of Camp Survivors”, in The Jerusalem Post (Israele), 17 agosto 1986, p. 1.

9. Arno J. Mayer, Why Did the Heavens Not Darken? (Pantheon, 1989), pp. 362-363.

10. Documento di Norimberga NG-2586-J. Tribunale Militare di Norimberga (NMT) “green series,” Vol. 13, pp. 243-249.

11. Documento di Norimberga PS-4025. Citato in: D. Irving, Hitler's War (Focal Point, 2002), p. 497. Facsimile alle pagine 606 e 607.
(Pubblicato anche sul sito http://www.fpp.co.uk/Himmler/Schlegelberger/DocItself0342...)

12. H. Picker, Hitlers Tischgespräche im Führerhauptquartier (Stoccarda, 1976), p. 456.

13. Documento di Norimberga PS-2171, Annex 2; A. de Cocatrix, Die Zahl der Opfer der nationalsozialistischen Verfolgung (Arolsen: International Tracing Service/ICRC, 1977), pp. 4-5; Nazi Conspiracy and Aggression (NC&A) “red series,” Vol. 4, pp. 833-834.

14. Baseler Nachrichten, 13 giugno 1946, p. 2.

15. Vedi: M. Weber, “Wilhelm Höttl and the Elusive 'Six Million'” in The Journal of Historical Review, sett.-dic. 2001
( http://www.ihr.org/jhr/v20/v20n5p25_Weber.html)

16. H. Shapiro, “Jakobovits”, in The Jerusalem Post (Israele), 26 novembre 1987, p. 1.

17. M. Goldberg, Why Should Jews Survive? (Oxford Univ. Press, 1995), p. 41.

18. Legends of Our Time (New York: Schocken Books, 1982), Cap. 12, p. 142.

19. P. E. Hyman, “New Debate on the Holocaust”, su New York Times Magazine, 14 settembre1980, p. 79.

20. Norman G. Finkelstein, The Holocaust Industry (Verso, 2003), pp. 37, 52, 130, 149.

21. Vedi: R. Faurisson, “Jewish Militants: Fifteen Years, and More, of Terrorism in ”, in The Journal of Historical Review, Marzo-Aprile 1996, pp. 2-12
( http://www.ihr.org/jhr/v16/v16n2p-2_Faurisson.html) ;
M. Weber, The Zionist Terror Network ( http://www.ihr.org/books/ztn.html)

 N.B.Colore,foto,evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale
http://olo-truffa.myblog.it/adolf-hitler/
 

Il ventesimo anniversario del rapporto Leuchter


 



INTERVISTA CON FRED LEUCHTER

Di Richard A. Widmann



Forse il più importante di tutti gli studi revisionisti, Il Rapporto Leuchter: Un rapporto tecnico sulle presunte camere a gas di esecuzione di Auschwitz, Birkenau e Majdanek, in Polonia, celebra quest’anno il ventesimo anniversario della sua pubblicazione. Sebbene la maggior parte dei revisionisti conoscano bene la gestazione di questo lavoro pionieristico, è bene fare un breve riassunto.

Nel 1988 Ernst Zündel si trovò sotto processo per aver violato in Canada una legge contro la diffusione di “false notizie”. Il “crimine” di Zündel era quello di aver pubblicato un opuscolo che contestava la versione ortodossa dell’Olocausto, Did Six Million Really Die? [Ne sono morti davvero sei milioni?], di Richard Harwood. In seguito alla raccomandazione del professor Robert Faurisson, il team di legali di Zündel cercò un esperto delle camere a gas che potesse fornire una valutazione sulle presunte camere a gas in Polonia e riferire sulla loro capacità omicida.

Bill Armontrout, il direttore del penitenziario di stato del Missouri disse che Fred Leuchter era il solo esperto degli Stati Uniti nella progettazione, nel funzionamento e nella manutenzione delle camere a gas. Dal 1979 al 1988, Leuchter lavorò con la maggior parte degli stati americani che effettuavano esecuzioni capitali. Si specializzò nella progettazione e nella fabbricazione di attrezzature di esecuzione, inclusi sistemi di elettrocuzione, di iniezione di sostanze letali, di impiccagione, e di attrezzature per camere a gas. Leuchter era la scelta giusta: era infatti il solo esperto di camere a gas negli Stati Uniti, e credeva nel genocidio nazista degli ebrei.

A Leuchter venne chiesto dal team di Zündel di andare in Polonia e di intraprendere un’ispezione e un’analisi forense delle presunte camere a gas. Il 25 Febbraio del 1988, Leuchter si recò in Polonia per esaminare le presunte camere a gas di Auschwitz, Birkenau e Majdanek. Leuchter esaminò gli edifici descritti nella letteratura specializzata come camere a gas omicide. Condusse anche un’ispezione forense, per la quale vennero presi dei campioni di mattoni e di malta, che vennero portati negli Stati Uniti per essere sottoposti ad analisi chimica.

Il risultato delle scoperte di Leuchter venne sottoposto al Tribunale canadese. Leuchter scrisse nel suo rapporto che “il sottoscritto non ha trovato prove che nessuna delle strutture normalmente ritenute camere a gas omicide siano mai state utilizzate come tali e, inoltre, ritiene che a causa della progettazione e della costruzione di tali strutture, queste non possano essere state utilizzate come camere a gas omicide”.

Il giudice, Ron Thomas, decise che Leuchter era qualificato come esperto nella progettazione, costruzione, manutenzione e funzionamento della camere a gas. A Leuchter venne permesso di fornire il suo parere sul funzionamento e l’idoneità delle dette strutture ad operare come camere a gas omicide. Il suo Rapporto, però, non venne ammesso come prova. Sebbene il Rapporto non venne accettato dalla Corte, ebbe però un effetto sbalorditivo. A causa delle sue scoperte molte persone diventarono scettiche della versione comunemente accettata dell’Olocausto.

Forse l’impatto più importante del lavoro di Leuchter fu quello che ebbe sullo storico inglese David Irving. Poco dopo aver visto il Rapporto per la prima volta, Irving scrisse: “Mi sono state mostrate queste prove per la prima volta quando sono stato chiamato come perito al processo Zündel a Toronto nell’Aprile del 1988, i rapporti di laboratorio erano sconvolgenti”. Prosegue Irving: “Nessuna traccia significativa [di composti di cianuro] venne trovata negli edifici…definiti come le famigerate camere a gas del campo. Né, come l’autore spaventosamente ferrato del rapporto mette in chiaro, la progettazione e la costruzione di questi edifici rendevano fattibile il loro utilizzo come camere a gas omicide” (Leuchter Report: Focal Point Edition p.6).

Nonostante sia stato universalmente riconosciuto quale esperto nel campo delle attrezzature di esecuzione, Leuchter ora si ritrova sotto attacco per la sua testimonianza. Si può dire che è stata la forza del Rapporto Leuchter, l’analisi scientifica irrefutabile e la credibilità del suo autore a spingere coloro che difendono la versione ortodossa dell’Olocausto ad attaccarlo nel modo maligno con cui hanno agito. Vennero fatte minacce ai funzionari delle carceri che avevano scelto di lavorare con Leuchter. Venne calunniato sui giornali e in televisione. Vennero utilizzati cavilli legali per impedirgli di lavorare. Contro di lui venne impiegata anche la repressione giudiziaria.

Non c’è dubbio che Fred Leuchter ha pagato un prezzo estremamente alto per difendere la libertà di Ernst Zündel. Fred, tuttavia, è uno di quei rari soggetti che capiscono che quando è in pericolo la libertà di una persona, è in pericolo la libertà di tutti. Fred conosce anche l’importanza della verità storica. Il suo Rapporto non era motivato dall’interesse personale. Non era ispirato dall’inimicizia contro qualcuno e non era il frutto di un’agenda nascosta, nonostante quello che i suoi detrattori vorrebbero far credere. Allora, come adesso, Fred Leuchter è un vero personaggio. Germar Rudolf l’ha definito “un pioniere”. Io direi che è un eroe.

Il 30 Giugno di quest’anno, Fred Leuchter mi ha permesso di fargli la seguente intervista:

Widmann: Signor Leuchter, il suo lavoro, il “Rapporto Leuchter” ha vent’anni. In esso lei ha espresso la sua opinione di tecnico, basata su anni di esperienza come tecnico in attrezzature di esecuzione, che “le presunte camere a gas nei siti ispezionati non potevano essere, allora come adesso, utilizzate come camere a gas di esecuzione”. Lei è ancora di quest’opinione e, in caso affermativo, perché?

Leuchter: Quella era e rimane la mia opinione di tecnico. Il tempo ha solo cementato quell’opinione. Il laboratorio della Polizia di Stato polacca, Germar Rudolf, Walter Lüftl, e molti altri hanno proseguito le mie indagini e hanno confermato le mie scoperte. Se qualcuno contestava all’epoca le mie risultanze e la mia opinione, ora non può. Io certamente non lo faccio. Non presi le mie indagini alla leggera. Ho fatto lo stesso lavoro diverse altre volte negli Stati Uniti relativamente ad attrezzature di esecuzione difettose e a condanne a morte eseguite malamente. Prendo il mio lavoro e la mia reputazione molto seriamente. Le presunte camere a gas non furono né allora né mai della camere a gas di esecuzione.

Widmann: Lei ha pagato un prezzo molto alto per il suo coinvolgimento nel revisionismo dell’Olocausto. Se lei potesse rifare tutto daccapo, rifarebbe adesso quel suo viaggio, diventato famoso, nei campi di concentramento in Polonia?

Leuchter: Non mi piace quello che mi è accaduto! Non potrei in buona coscienza prendere le distanze da Zündel, non lo,potevo allora e neppure adesso. Aveva diritto alla migliore difesa possibile e quella difesa era imperniata su di me. Inoltre, credo che chiunque abbia diritto alla libertà di parola e di pensiero. Sì, lo farei di nuovo.

Widmann: Si tiene al corrente degli studi e delle opinioni dei revisionisti? In particolare, ha letto il rapporto di Germar Rudolf, che sostanzialmente conferma la maggior parte delle conclusioni del suo rapporto? In tal caso, qual è la sua opinione del lavoro di Rudolf?

Leuchter: Sì, mi tengo al corrente. E sì, ho letto il suo rapporto. Credo che il rapporto di Germar sia un lavoro eccellente. Germar è un chimico e come tale il suo approccio alla questione è differente dal mio. Quello che ci differenzia è secondario e deriva da questioni disciplinari. Sono onorato che Germar Rudolf sia d’accordo con il mio lavoro e che lo abbia confermato!

Widmann: Qual è la sua opinione sulla legislazione anti-revisionista di gran parte dell’Europa, che ha messo fuori legge i punti di vista alternativi sull’Olocausto?

Leuchter: Credo che questa legislazione sia esiziale per il libero pensiero e per la libertà di parola e quei paesi e quei politici che la sostengono dovrebbero vergognarsi. Gli elettori di quei paesi dovrebbero vergognarsi che una tale legislazione sia stata approvata e rafforzata in loro nome e dovrebbero rimuovere i politici che ne sono responsabili. Stanno creando un Gulag nei loro stessi paesi.

Widmann: Che consiglio darebbe per quei giovani che possono trovarsi a fronteggiare una forma tremenda di ostilità contro idee e ideali che essi sentono, e sanno, essere giusti? Dovrebbero prendere posizione anche alla luce di una forte ostilità?

Leuchter: Non sono sicuro che questa sia una domanda da fare a me, a Zündel, a Faurisson, a Germar o a chiunque altro che è stato preso dalla lotta, e che è stato punito così duramente per aver detto la verità. Tutti noi, diremmo, in modo inequivocabile, “Prendete posizione, e combattete”. Più duro è il combattimento, più tosti dobbiamo essere.

Widmann: Sicuramente la sua è stata una vita interessante e qualcuno direbbe anche sorprendente. Ha pensato di scrivere le sue memorie?

Leuchter: Forse. Veda se riesce a trovare qualcuno che faccia un’offerta!


http://andreacarancini.blogspot.com/2011/02/come-se-la-passa-oggi-fred-leuchter.html

Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.codoh.com/newsite/sr/

http://www.codoh.com/author/portraits/port2leu.htmlhttp://www.nizkor.org/hweb/people/l/leuchter-fred/ihr-v12n4.html
 

 hitbush.jpgPrescott Sheldon Bush (bisnonno di George W. Bush), Come i suoi discendenti, fu membro della Skull & Bones, società che gli permise di entrare in contatto con le famiglie Harriman e Walker, formatesi anch’esse all'universita di Yale. L'unione con Dorothy Walker, figlia del ricco industriale George Herbert Walker, era destinata anche a generare grandi affari tra il clan dei Bush e quello dei Walker (sempre sotto l'ala protettrice degli Harriman, Rotshilds e dei Rockefeller, famiglie di origine ebrea).

Il 20 ottobre 1942, dieci mesi dopo la dichiarazione di guerra al Giappone e alla Germania da parte degli Stati Uniti, il presidente Roosevelt ordinò la confisca delle azioni della UBC in quanto accusata di finanziare Hitler e di avere ceduto quote azionarie a importanti gerarchi nazisti.

Prescott Bush era allora azionista e direttore dell'UBC. Una questione del massimo interesse, considerato che, dopo essere salito al potere nel 1933, Hitler aveva decretato l'abolizione del debito estero tedesco, contratto in larga parte in seguito al Trattato di Versailles.

Il 28 ottobre 1942, Roosevelt ordinò la confisca delle azioni di due compagnie statunitensi che contribuivano ad armare Hitler, la Holland American Trading Corporation e la Seamless Equipment Corporation, entrambe amministrate dalla banca di proprietà della famiglia Harriman, di cui era allora direttore Bush.Tanto per fare un esempio, per Hitler e Stalin sarebbe stato molto più complicato sostenere una guerra aperta se la banda Harriman-Bush-Walker non avesse allo stesso tempo armato Hitler fino ai denti e rifornito di carburante le truppe russe. Era dagli anni Venti che la famiglia Walker estraeva petrolio da Baku (Azerbaigian) per poi rivenderlo all'Armata Rossa.Prima che scoppiasse la Seconda Guerra Mondiale, e ancora durante il conflitto, una joint venture legava la Standard 0il, di proprietà della famiglia Rockefeller, alla I.G. Farben, un'imponente industria chimica tedesca. Molti degli stabilimenti comuni alla Standard Oil e alla I.G. Farben situati nelle immediate vicinanze dei campi di concentramento nazisti - tra cui Auschwitz, per esempio - sfruttavano il lavoro dei prigionieri per produrre un’ampia gamma di prodotti chimici, tra cui il Cyclon-B, gas letale molto diffuso nei lager per sterminare le stesse persone che erano costrette a produrlo.

E nonostante il bombardamento sistematico con cui rasero al suolo moltissime città tedesche durante la guerra, le truppe statunitensi agirono sempre con estrema cautela quando si trattava di colpire zone in prossimità di questi stabilimenti chimici. Nel 1945 la Germania era sotto un cumulo di macerie, ma gli stabilimenti erano tutti intatti. Quando fu eletto vicepresidente nel 1980, George Bush senior incaricò un personaggio misterioso, tale William Farish III, di amministrare e gestire tutti i suoi beni. Il sodalizio tra i Bush e i Farish si colloca molto indietro nel tempo, addirittura prima dello scoppio della seconda guerra mondiale: William Farish dirigeva negli Stati Uniti il cartello formato dalla Standard Oil of New Jersey (l'attuale Exxon) e la I.G. Farben di Hítler. Fu precisamente questo consorzio a determinare l'apertura del campo di concentramento di Auschwitz nel 1940 allo scopo di produrre gomma sintetica e nafta dal carbone. All'epoca, quando questa notizia cominciò a diffondersi agli organi di stampa, il Congresso statunitense apri un’inchiesta. Se si fosse davvero spinta fino alle ultime conseguenze, avrebbe irrimediabilmente compromesso il clan Rockefeller. Ma non avvenne nulla di tutto ciò: ci si limitò a silurare il direttore esecutivo della Standard Oil, William Farish I. In occasione di quel congresso, W. Averell Harriman si occupò personalmente di far arrivare a New York i maggiori ideologi del nazismo, prendendo accordi con la Hamburg-Amerika Line , di proprietà dei Walker e dei Bush. Tra quegli "scienziati" vi era anche il principale fautore delle teorie razziste durante il regime di Hitler, lo psichiatra Ernst Rüdin, che conduceva a Berlino studi sulle razze finanziati dalla famiglia Rockefeller.
La Shoah da ricorrenza storica è diventata negli anni “retorica e dogma”. Intorno ad essa girano molti interessi ed anche tanti soldi, senza che vi sia un vero avanzamento nella ricerca storica e, soprattutto, nella valutazione obiettiva delle nuove forme di negazione dei diritti umani e di persecuzione etnica e razziale.
La mera possibilità di esprimere liberamente un proprio punto di vista critico, anche dentro un contesto “non-negazionista”, viene impedita dal timore di essere tacciati di antisemitismo.






Col tempo si è imposta in Italia, come in altri paesi europei, una forma di tacita e diffusa autocensura.
Nei campi di concentramento é innegabile che la maggior parte dei morti furono ebrei, ma nella lista ci sono zingari polacchi, italiani e cattolici. Dunque non é lecito impossessarsi di quella tragedia per fare della propaganda. La Shoah come tale é una “invenzione ebraica”. Si potrebbe allora parlare con la stessa forza e fissare una giornata della memoria, anche per le tante vittime del comunismo, dei cattolici e cristiani perseguitati e così via. Ma loro, gli ebrei, godono di buona stampa perché hanno potenti mezzi finanziari alle spalle, un enorme potere e l’appoggio incondizionato degli Stati Uniti.«La Shoah viene usata come arma di propaganda e per ottenere vantaggi spesso ingiustificati. Lo ribadisco, non é storicamente vero che nei lager siano morti solo ebrei, molti furono polacchi, ma queste verità oggi vengono quasi ignorate e si continua con questa barzelletta.
Perchè famiglie Ebree finanziarono i loro maggiori persecutori? Perchè esiste una legge che impedisce di ricostruire i fatti storici in merito all'olocausto?
A voi la sentenza. Pace alle vittime di ogni guerra, contro ogni male e ed ogni ingiustizia.



 LA DEMOCRATAGGINE DEL GIORNALE "LA REPUBBLICA"


Dopo averci attaccato con QUESTO ARTICOLO, il senso democratico e l'amore del diritto di replica de "La Repubblica" è stato tale da ...NON pubblicare la nostra replica... Ecco perché ve la proponiamo in questo editoriale.


Ho letto l'articolo di Marco Pasqua da voi pubblicato il 15 ottobre 2010.
Dato che voi mi attaccate direttamente, scrivo qualche nota volta a ripristinare la verità, da voi così scientemente calpestata. Innanzitutto vi ricordo che, in Germania dal 1960 ad oggi, sono stati condannati 200.000 cittadini tedeschi, solo per aver negato la "Shoah".
In Francia i numero dei condannati sfiora le 100.000 unità. In quel Paese oltre a condannare alla prigione si provvede anche a multare in modo salatissimo i malcapitati negatori dell'unico "Olocausto" della storia che non può essere negato. Certo uno si domanda come mai, in un mondo dove si puo' negare tutto, 300.000 cittaddini in Europa vengono trattati da criminali e messi in prigione da un periodo di 1 a 8 anni per avere espresso una opinione.Faccio presente che i veri criminali, in Francia come in Germania, vengono trattati molto meno duramente.  Ad esempio un stupratore, riceve una sentenza piu' clemente rispetto ai negazionisti. Ma cerchiamo di ragionare su di un punto: perché solo la "Shoah"... non può essere negata, né, soprattutto, indagata? PERCHE' SEMPRE E' SOLO QUESTO OLOCAUSTO viene ricordato, celebrato, fatto studiare a forza etc.? Se anche ci fosse stato, perché si parla solo di esso? Infatti durante la Revoluzione communista Bolscevika, voluta e finanziata e diretta da ebrei, piu' di 30 milioni di cristiani vennero trucidati. Di essi non si parla quasi mai e sempre nascondendo il ruolo della lobby ebraica internazionale in quel colpo di Stato che fu la rivoluzione d'ottobre. Colpo di stato ebraico al mille per mille ed anticristiano al duemila per mille. Anche i finanziatori del Fascismo e del Nazismo erano tutti ebrei, ed hanno collaborato tra loro fino alla fine della guerra. TUTTO QUESTO E' STATO AMPIAMENTE DOCUMENTATO nel nostro sito. Nel nostro sito, oltre alla prova che l'olocausto ebraico è una menzogna, vi è anche la prova di quanto sopra esposto. Qui si parla di un olocausto di 30 milioni di persone, quindi numericamente superiore ai 6 milioni della "SHOAH". Ma datemi un nome di una sola persona che e' andata in carcere per aver negato tale OLOCAUSTO. Potrei citare molti altri OLOCAUSTI, con un numero superiore di vittime rispetto alla  "SHOAH", ma anche qui uno nota che le vittime EBREE valgono MOLTO di piu' delle vittime che non sono ebree. Quindi una persona intelligente puo' constatare che il razzismo e il complotto della lobby ebraica e' piu' che reale: è reale al mille per mille. La Germania ancora oggi continua a pagare un risarcimento astronomico ad Israele di 10 trillioni di dollari. Attualmente il primo ministro tedesco Angela Merkel ha donato 3 sommergibili con capacità nucleare GRATIS ad Israele. Ma alle vittime non-ebree del vostro così sacro "Olocausto", per esempio agli zingari, non e' stato mai dato un euro. Perché non si risarciscono gli indiani d'America, perché non si risarciscono le famiglie degli schiavi nigridi che, per oltre la metà, morivano nel trasporto dall'Africa all'America? A proposito, sapete chi gestiva tale commercio infame?, indovinato!
SOLO ditte ebraiche. Il vostro quotidiano non e' molto interessato alle vittime che NON sono ebree, da ciò uno puo' constatare che voi della redazione siete RAZZISTI. La DEMOCRATAGGINE della redazione de La Repubblica l'avete dimostrata chiaramente nell'articolo del signore Marco Pasqua, e suona alle orecchie della maggior parte degli Italiani cosi': "La democrazia e democratica affinche' la pensate come noi, in caso contrario vi mandiamo in prigione. Ci pensera' la Polizia Postale.Credo che voi dovreste imparare che cosa e' veramente la democrazia, invece di instigare all'odio razziale contro i non ebrei, per esempio contro i cristiani ortodossi od i musulmani. La vostra prosssima mossa sara' sicuramente di chiedere di imprigionare il 12% della popolazione Italiana che la pensa come me? Il vostro messsaggio è stato ben compreso dalla gente, ed e' questo: 'Fuori i VERI criminali dalle prigioni e al loro posto mettiamoci i negazionisti... cioe' la BRAVA GENTE DEL BEL PAESE. Continuate pure a mentire e' a far male al POPOLO ITALIANO ma ricordate: che DIO permette il male un tempo, un dato tempo, MA NON PER SEMPRE. Concludo con l'invito di provare a smentirvi, a trovare il coraggio di pubblicare questa mia replica all'articolo di Marco Pasqua. Vi invito, insomma, ad essere per una volta REALMENTE democratici.
http://holywar.org/E018.htm


 


 



 


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