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L’Isis Francesco sarà l’ultimo Papa.

L’Isis Francesco sarà l’ultimo Papa.

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Che le mire dei terroristi  jihadisti puntino molto in alto è un fatto risaputo, già in precedenza sono state fatte minacce molto pesanti su Roma e la Santa Sede, verremo e toglieremo i crocifissi dalle vostre chiese così risuonavano le minacce del califfato Arabo contro la città eterna e il vaticano. Spazzeremo via i vostri simboli ed in maniera diretta, ed indiretta il piano si sta realizzando con la complicità di quelli che pensano che togliendo i crocifissi dalle scuole , i presepi ed altre immagine sacre si faccia un favore all’integrazione e alla libertà. Peccato che quegli stessi che rivendicano la libertà poi però vogliono togliercela.

Nel mirino dei terroristi da diverso tempo è il Papa il massimo esponente religioso al mondo, un simbolo per noi cattolici, il Vicario di Cristo in terra. E’ lui l’obiettivo primario da colpire da parte dell’Isis, la conferma è venuta dai documenti sequestrati durante le perquisizioni che hanno portato all’arresto di 4 terroristi  kosovari appartenenti al califfato.

ROMA – C’erano anche minacce nei confronti del Papa nelle chat degli indagati per terrorismo nell’ambito dell’operazione condotta dagli agenti della Digos di Brescia e della Direzione Centrale di Prevenzione della Polizia in collaborazione con la Polizia Kosovara.
Nelle chat, spiegano gli investigatori, si annunciavano «visite da parte dei terroristi dello Stato Islamico».

Gli investigatori hanno trovato frasi come «questo sarà l’ultimo Papa». Nell’ambito dell’operazione sono state eseguite quattro perquisizioni a carico di persone, la cui posizione è ancora al vaglio. Gli investigatori stanno esaminando il materiale web. Nell’ambito dell’operazione sono stati eseguiti l’arresto del capo cellula rintracciato in Kosovo, l’espulsione a carico di un kosovaro e l’applicazione del regime della sorveglianza speciale per motivi di terrorismo nei confronti di un macedone residente a Vicenza. http://www.lalucedimaria.it/lisis-francesco-sara-lultimo-papa/

Isis e l’ultimo segreto di Fatima: “Il Papa sarà ucciso nella città dei teschi”        

 
 

fatima-Redazione– Il 3 gennaio 1917 suor Lucia scriveva “il sangue dei martiri cristiani non smetterà mai di sgorgare per irrorare la terra e far germogliare il seme del Vangelo”, era il terzo segreto di Fatima.

E ancora  “Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.

La nuova interpretazione del terzo segreto di Fatima non contemplerebbe l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, ma fa riferimento alla storia attuale, al massacro di centinaia di cristiani opera dei miliziani jihadisti dell’Isis e le minacce stesse al Pontefice e al Vaticano. http://www.articolotre.com/2015/02/isis-e-lultimo-segreto-di-fatima-il-papa-sara-ucciso-nella-citta-dei-teschi/

Brescia. «Questo sarà l’ultimo Papa» Sgominata cellula Isis in Italia

Papa Francesco«NON CI SARÀ più un Papa dopo questo, lui è l’ultimo. Non dimenticatevi ciò che vi sto dicendo!». Così su Facebook scriveva Samet Imishti, il kosovaro arrestato a Hani I Helez (villaggio al confine con la Macedonia) con l’accusa di apologia del terrorismo e istigazione all’odio razziale. Questa è solo una delle frasi minacciose rivolte al Santo padre dall’uomo arrestato al termine di un’operazione condotta dalla Digos della questura di Brescia in collaborazione con personale della Direzione centrale della polizia di prevenzione unitamente ai reparti speciali della direzione nazionale antiterrorismo della polizia kosovara. Samet Imishti ha inneggiato alla jihad fino a pochi giorni fa e su Facebook ha pure postato la foto del figlio di dieci anni armato di kalashnikov. La didascalia? «Sarà il futuro Califfo». All’indomani degli attentati che hanno insanguinato Parigi il kosovaro aveva gioito: «Parigi a lutto, la torre senza luci, 158 morti, questo è solo l’inizio». Parole violente a cui faceva seguito un altro post altrettanto minaccioso. «Miscredenti, capirete che l’Islam non si combatte. Avete continuato a bombardare e questo è il risultato».

SONO quattro le persone coinvolte nell’inchiesta. Oltre a Samet Imishti, ci sono anche suo fratello Ismail e suo nipote Mergim. Il primo ha ricevuto un provvedimento di espulsione dal ministro degli Interni per terrorismo, per il secondo la richiesta di espulsione è arrivata dal questore di Brescia per gravi motivi di ordine pubblico. Padre e figlio sono domiciliati a Chiari, in provincia di Brescia, in un appartamento dove fino allo scorso aprile ha vissuto anche il parente arrestato che, come loro, faceva il muratore. È stata invece disposta la sorveglianza speciale per cinque anni per Arben Suma, macedone residente ad Arzignano (nel Vicentino) ritenuto il più estremista del gruppo.
L’indagine della procura di Brescia ha preso il via nel 2014 quando Samet Imishti si era iscritto su Facebook a un gruppo radicale pro Isis facendo propaganda tra i musulmani dei Balcani. Nel corso dell’operazione sono state recuperate in casa di Imishti anche due armi: un fucile di precisione russo e una pistola. «La la presenza di armi – ha sottolineato il dirigente della Digos, Giovanni De Stavola – dimostra che potevano entrare in azione».
«Operazione importante: è la prima volta che le autorità di Italia e Kosovo, hanno collaborato anche nella fase dell’esecuzione dei provvedimenti», ha sottolineato il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno. Le indagini non si sono esaurite con i provvedimenti delle scorse ore (ci sono state anche due perquisizioni a Perugia nei confronti di due macedoni). «Non sono inchieste che si fermano» ha spiegato il questore di Brescia, Carmine Esposito. Infatti, fonti di intelligence straniere hanno riferito che almeno 120 combattenti kosovari sono tornati dalla Siria, con seri pericoli per la sicurezza e il rischio di attentati in Kosovo e nel resto dei Balcani.

TRA I RIMPATRIATI vi sarebbero due figure di spicco della galassia terroristica kosovara: Lavdrim Muhaxheri e Aqif Axhami, per i quali esiste un mandato di cattura internazionale. Il nome del primo ricorre anche nelle carte dell’inchiesta di Brescia: secondo la Digos è «il principale riferimento dei combattenti proveniienti dal quadro balcanico» e i quattro kosovari fermati sarebbero stati in qualche modo in contatto con lui.

Resto del Carlino  http://giornalesm.com/brescia-questo-sara-lultimo-papa-sgominata-cellula-isis-italia/

L'Isis minaccia il Vaticano: "C'è la data X per l'attacco"

Intelligence e Antiterrorismo in allerta per gli avvertimenti dei jihadisti in vista dell'apertura dell'anno santo

Il Giubileo è ormai alle porte. Papa Francesco si appresta ad aprire la Porta Santa il prossimo 8 dicembre, data in cui comincerà l'anno santo.

 

Ma sulle celebrazioni, che dureranno un anno, incombe l'ombra del terrorismo di matrice jihadista. Più di una volta, come ricorda il Tempo, l'Isis con i suoi comunicati sul web ha messo nel mirino il Vaticano. L’immagine più inquietante è quella sulla copertina di Dabiq, il magazine online dello Stato islamico, dove sull’obelisco di piazza SanPietro è issata la bandiera nera dello Stato Islamico. Ma ad allarmare di più l'intelligence è un ebook, pubblicato lo scorso aprile, in cui i miliziani e le cellule terroristiche annunciavano la presa di Roma sette mesi dopo, ovvero proprio nel dicembre del 2015, mese in cui si aprirà proprio il Giubileo. Da lì, spiegano i terroristi nelll’ebook "comincerà un nuovo percorsoperl’Islam e per coloro che credono in questa religione o decidono di convertirsi. Per gli altri sarà l’Armageddon.

I fratelli che vivono in Europa hanno poco tempo per preparasi,«perchéentro 7mesi arriverà l'Anticristo". Parole queste già note, ma che adesso, secondo le indagini dell'Antiterrorismo suonano come sinistre, soprattutto dopo l'annuncio di Papa Francesco di voler celebrare un anno santo straordianario. La data "x" dunque resta quella dell'8 dicembre 2015. Tra le immagini agghiaccianti che hanno affollato le scrivanie degli inquirenti dell'Antiterrorismo, ci sono le foto postate a fine agosto da un account Twitter, poi rimosso, in cui si vedono Roma e piazza San Pietro a ferro e fuoco, mentre la terribile bandiera nera dello Stato islamico sventola sulla città eterna. Segnali inquietanti a cui va data una ferma risposta sul fronte della sicurezza. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lisis-minaccia-vaticano-c-data-x-lattacco-1170921.html

Terrorismo in Italia, le minacce sul web del gruppo di Brescia: “Parigi, è solo l’inizio”. “Bergoglio, ultimo papa”           

 
                               

FOTOGALLERY - Dall'esaltazione delle stragi del 13 novembre nella capitale francese alle invettive contro il Papa. E l'annuncio di un'Europa che sarà "disgregata" e sottomessa alla sharia. Dalle carte dell'inchiesta che ha portato al fermo di 4 persone, ecco i post degli indagati e le immagini con armi e combattenti

“Parigi a lutto, la torre senza luci. 158 morti. Questo è solamente l’inizio (…). Voi avete continuato a bombardare e allora questo è il risultato”. È questo il tenore dei messaggi su Facebook condivisi da Samet Imishti, il kosovaro arrestato dalla Digos di Brescia e dai reparti speciali della Direzione nazionale antiterrorismo della Kosovo Police con l’accusa di terrorismo. Imishti, che prima di tornare in Kosovo faceva base a Chiari, nel bresciano, era molto attivo su Facebook sul gruppo “Me ose, pa ty – Hilafeti eshte rikthy!” (“Con te o senza di te il califfato è ritornato!”), destinato a balcanici residenti in Italia e utilizzato per un’attività di propaganda riconducibile a Daesh. Nell’abitazione di Imishti, in provincia di Brescia, è stato rintracciato il fratello Ismail, raggiunto da un provvedimento di espulsione dirmato dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano per motivi di terrorismo.

Tra i post di Samet Imishti sono state trovate anche minacce contro il Papa: “E adesso dove andrai? Ricordatevi che non ci sarà più un Papa dopo questo, questo è l’ultimo. Non dimenticatevi ciò che vi sto dicendo!”. Altri utenti facevano riferimento all’Europa e alla Francia: “L’Europa verrà disgregata, mentre entro cinque anni si formeranno gli stati islamici e ci sarà una legge, quella della Sharia”; “Dio distrugga la Francia, oh Signore, che fino a ieri i suoi aerei in Siria non hanno lanciato caramelle”.

Alcuni messaggi erano diretti contro l’ambasciatrice Usa in Kosovo, Tracey Ann Jacobson: “L’ebrea americana dice che il nuovo governo combatterà la corruzione (…) questa miscredente merita la punizione con la Sharia”. Nel corso delle perquisizioni sono state trovate armi ed elementi che collegano gli indagati al “noto terrorista kosovaro del Daesh, Lavdrim Muhaxheri”. 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/01/terrorismo-in-italia-le-minacce-sul-web-del-gruppo-di-brescia-parigi-e-solo-linizio-bergoglio-ultimo-papa/2268010/

 






Bruceremo le chiese. Canto anticlericale. Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914). Fonte: http://www.ildeposito.org


http://www.nextquotidiano.it/la-profezia-dellultimo-papa-e-i-terroristi-di-brescia/




La profezia dell’Ultimo Papa e i terroristi di Brescia




Un'inchiesta della procura ha portato ad arresti in Kosovo, espulsioni e misure di sorveglianza speciale. Si parla anche di minacce a Papa Francesco. Ma nelle frasi riportate c'è qualcosa di strano...






 

 


Un’inchiesta della procura di Brescia coordinata con il Kosovo ha portato ieri a un arresto e a due esplusioni (una a Brescia, l’altra a Savona) e a una misura di sorveglianza speciale a Vicenza. L’indagine che ha visto la collaborazione con la Polizia della Direzione antiterrorismo del Kosovo, l’hanno chiamata Van Damme, perché “i soggetti coinvolti in internet dicevano e scrivevano “non siamo come Van Damme o Rambo, noi facciamo i fatti”. Fino ad oggi però la cellula kosovara si era limitata alle parole, scritte sul gruppo Facebook “Me ose, pa ty – Hilafeti eshte rikthy”, ovvero “con te o senza di te il Califfato è ritornato”. La mente era il kosovaro Samet Imishti che tra le tante fotografie postate in Internet ha messo anche quella con il figlio di dieci anni armato di kalashnikov. “Sarà il futuro Califfo” scrive Samet, residente fino ad aprile scorso a Chiari, nel Bresciano, in un appartamento considerato la sua base logistica e dove la Digos di Brescia ha fermato il fratello dell’uomo, Ismail, raggiunto da provvedimento di espulsione dal territorio nazionale firmato dal ministro dell’Interno. Nella casa bresciana è rimasto un terzo fratello che nel corso della giornata ha reagito in malo modo alla presenza delle telecamere.


ultimo papa

Il gruppo smantellato ieri e la profezia dell’Ultimo Papa (Corriere della Sera, 2 dicembre 2015)




La profezia dell’Ultimo Papa


Il leader, Samet Imishti, abitava a Chiari, dove faceva il muratore insieme al fratello, Ismail Imishti, espulso con un provvedimento del ministero dell’Interno. A portare l’attenzione della polizia su Samet sono stati i messaggi “pericolosi e allarmanti” che l’uomo intercettato indirizzava, ad esempio, all’ex ambasciatrice americana in Kosovo, Tracey Ann Jacobson. “L’ebrea americana – scriveva – dice che il nuovo Governo combatterà la corruzione. Io dico a questa signora che finché loro saranno in Kosovo non esisterà la giustizia e questa miscredente merita la punizione con la sharia”. Tra le frasi citate a proposito dei presunti jihadisti ce n’è però una su cui è interessante fare una riflessione. Quella che è stata presentata come una minaccia per Papa Francesco: “non ci sarà più un Papa dopo questo, questo è l’ultimo”. La frase, più che riecheggiare intenzioni jihadisti, sembra infatti rifarsi alla profezia di Malachia, quella secondo la quale Papa Francesco sarebbe l’ultimo Papa. Il terribile Pietro il Romano che porterà alla distruzione la città dei sette colli (roba che nemmeno l’ISIS). Se unite questa profezia ad una quartina di Nostradamus che predice l’avvento al soglio pontificio del terribile e malvagio Papa Nero (la storia di Bergoglio gesuita e dei gesuiti vestiti di nero la sapete già) allora manca poco alla fine del mondo, un paio d’ore, cinque anni, qualche millennio non fa differenza perché è tutto scritto.



Il Clero Romano l’anno 1609,
All’inizio dell’anno farà elezione
Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia di Gesù,
Giammai ci fu qualcuno così malvagio.



Certo, l’anno è un po’ sbagliato, e il grigio sembra doversi per forza riferire al colore dei capelli del Papa (e perché non a Gandalf il Grigio?). Testualmente, la profezia afferma questo: «In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis». Questa è una possibile traduzione: «Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà [un] Pietro [il] Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine».


ultimo papa profezia malachia

Ultimo Papa: la profezia di Malachia (fonte foto)




Nei siti complottisti cattolici (come uno che si chiama proprio L’Ultimo Papa) le parole di Malachia vengono spiegate così:



Sarà Papa Francesco l’ultimo papa secondo la profezia di Malachia:


Con le dimissioni di Benedetto XVI, la profezia di Malachia pare dunque essere una lista di 112 Papi e non di 111 come alcuni, compreso questo sito, avevano ipotizzato. Ciò non cambia nulla dal punto di vista dell’attendibilità della profezia, che è da considerarsi molto elevata come spiegato nella sezione che la riguarda. In base ad essa, il Papa che è stato eletto, Mario Bergoglio, dovrebbe essere l’ultimo:


“Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà il Pietro romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine”.


Non credo che ci sia molto da aggiungere, data la chiarezza di Malachia. In effetti, sono molte le situazioni che potrebbero far precipitare gli eventi anche nei prossimi 1-2 anni: da un collasso del sistema economico a seguito di un acuirsi della crisi dell’area euro a un conflitto innescato da Paesi con armi atomiche o molto vicini al disporne (Iran-Israele o Corea del Nord-Corea del Sud o Giappone-Cina, con le crescenti scaramucce navali e aeree per le isole Senkaku).



Le budella dell’Ultimo Papa


La locuzione “Ultimo Papa” viene anche citata in un motto che suona più o meno così: «Con le budella dell’Ultimo Papa impiccheremo l’ultimo re». E’ la trasposizione, libera e con un errore di traduzione visto che nell’originale si parla di “prete” e non di Papa, di una poesia di Jean Meslier, filosofo e presbitero francese vissuto a cavallo tra Seicento e Settecento e considerato anticipatore di tematiche dell’illuminismo radicale e del socialismo. La frase, citata anche da Diderot, è poi entrata in uno dei canti anticlericali italiani dell’Ottocento:




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