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TRINITA' 325 NICEA, COSTANTINO


1.1.0. Della suprema Trinità e della fede cattolica, e che nessuno osi pubblicamente disputarne.

1.1.1

Imperatori Graziano, Valentiniano, Teodosio. Vogliamo che tutti i popoli, governati dal temperamento della nostra clemenza, vivano in quella religione che il divino apostolo Pietro dichiara di aver tramandato ai Romani, la religione da lui instillata fino ad ora, e che il pontefice Damaso e Pietro, vescovo di Alessandria, uomo di santità apostolica, sono ben disposti a seguire, cioè che secondo la disciplina apostolica e la dottrina evangelica crediamo in un'unica divinità sotto uguale maestà e sotto una pia trinità.

1. Ordiniamo a coloro che seguono questa legge di abbracciare il nome di cristiani cattolici, ma agli altri, giudicandoli folli e insensati, di portare l'infamia del dogma eretico, di essere puniti prima dalla vendetta divina, e poi dalla vendetta del nostro stesso movimento, che abbiamo assunto per volontà celeste. * GRANDE. VALENTINO. E TEODOSO. AAA. ANNUNCIO POP. URB. COSTANTINOPOLI. *

1.1.2

Imperatori Graziano, Valentiniano, Teodosio. Non ci sia posto per gli eretici di detenere misteri, nessuna occasione di esercitare la follia di una mente più ostinata. Sappiano tutti che anche se un qualsiasi rescritto speciale viene ottenuto con la frode da questo tipo di persone, non è di alcuna utilità. Si tengano lontani tutti gli eretici dalle illecite adunanze della folla: si celebri ovunque il nome dell'unico e altissimo Dio: si mantenga sempre viva l'osservanza della fede nicena (CONCILIO DI NICEA 325 d.C.), tramandata da tempo dai nostri antenati (IMPERATORE COSTANTINO DECRETO' LA TRINITA') e rafforzata dalla testimonianza e dall'affermazione della religione divina.

1. Ma si deve accogliere quel sostenitore della fede Nicena e quel vero adoratore della religione cattolica che confessa Dio Onnipotente e Cristo Figlio di Dio in un solo nome, Dio da Dio, luce da luce, che non viola negando lo Spirito Santo, che speriamo e riceviamo dal Padre supremo di tutte le cose, nel quale prospera l'indivisa sostanza dell'incorruttibile Trinità nel senso della fede incontaminata, che è chiamata con la parola greca ousia da coloro che credono rettamente. Questi sono certamente più approvati per noi, questi devono essere venerati.

2. Ma coloro che non li servono cessino di assumere il nome di un'altra vera religione con intenzioni ingannevoli e di essere riconosciuti per i loro crimini palesi: siano completamente esclusi dalla soglia di tutte le chiese, poiché proibiamo a tutti gli eretici di impegnarsi in riunioni illecite all'interno delle città. E se qualche rivolta faziosa tentasse qualcosa, ordiniamo che venga scacciata con furia anche dalle mura delle città, affinché tutti i vescovi ortodossi che professano la fede nicena possano essere reintegrati nelle chiese cattoliche sparse per il mondo.* GRATI A VALENTINO. E TEODO. AAA. EUTROPIO PP. **

1.1.3

[Ecco un testo greco. Purtroppo non è ancora disponibile in Biblioteca.]

1.1.4

Imperatore Marciano. Nessun chierico, soldato o membro di qualsiasi altra condizione tenti in futuro di trattare pubblicamente della fede cristiana davanti a folle radunate e in ascolto, cercando così un'occasione di tumulto e perfidia.

1. Infatti, arreca danno al giudizio del venerabilissimo sinodo se qualcuno si sforza di tornare indietro e di contestare pubblicamente ciò che un tempo è stato giudicato e rettamente disposto, poiché è noto che le cose che ora sono stabilite dai nostri precetti sulla fede cristiana dai sacerdoti riuniti a Calcedonia sono state definite secondo le esposizioni e le istituzioni apostoliche dei santi padri trecentodiciotto e centocinquanta.

2. Infatti, la punizione non mancherà a coloro che disprezzano questa legge, perché non solo si oppongono alla fede veramente esposta, ma anche, con questo tipo di lotta, profanano i venerabili misteri degli ebrei e dei pagani.

3. Pertanto, se c'è un chierico che osa discutere pubblicamente di religione, sarà rimosso dalla compagnia dei chierici: ma se è dotato di equipaggiamento militare, sarà spogliato della sua cintura: anche gli altri colpevoli di questo tipo di crimine, se sono liberi, saranno espulsi da questa santissima città, e secondo il vigore della magistratura saranno sottoposti a pene competenti, ma se sono schiavi, saranno puniti con le più severe ammonizioni. *MARCIANO. A. PALLADIO PP. *
https://droitromain.univ-grenoble-alpes.fr/Corpus/CJ1.htm#1

 






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