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ITALIA: VERSO LA LEGALIZZAZIONE DI INCESTO E PEDOFILIA

Pedofilia in famiglia – Il Parlamento che fa?   

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Proponiamo ai nostri lettori questo articolo che è stato pubblicato sul mensile Notizie ProVita (dicembre 2013): meritava di essere letto e merita di non essere dimenticato. Si parlava, già due anni fa, di un passo avanti nell’opera di distruzione della famiglia naturale, una viscida apertura alla pedofilia, dietro l’ipocrita patina dell’apparente uguaglianza e parità di diritti.Una legge, di cui si è parlato molto poco, che conferisce la potestà genitoriale, dietro assenso del giudice, eventualmente anche a chi ha abusato della figlia o della nipote.
L’aberrante conseguenza del riconoscimento legale della famiglia incestuosa è la tacita approvazione della pedofilia tra le mura domestiche. La cosa non ci sorprenda più di tanto: in Germania tempo fa si puntò a legalizzare l’incesto. Anzi certi opuscoli del Governo tedesco invitano espressamente i genitori a “non ignorare” le zone erogene e le parti intime dei propri figli, da 0 a 3 anni… Uno scrosciante applauso che ha attraversato trasversalmente quasi tutti gli scranni parlamentari ha accompagnato l’approvazione dell’ennesimo provvedimento legislativo il cui obiettivo esplicito, dietro l’apparente quanto ipocrita patina dell’uguaglianza e della parità dei diritti, è quello di continuare l’opera di distruzione della famiglia naturale.Chiariamo subito, senza tante circonlocuzioni: hanno avviato la depenalizzazione dell’incesto.Sì, proprio così: è stata definitivamente approvata la legge presentata verso la fine del 2012 con cui viene riconosciuta la parità tra tutti i figli: anche quelli frutto di relazione incestuosa.366 voti favorevoli (praticamente tutta la Camera dei Deputati), 31 contrari e 58 astenuti: questo l’esito della votazione che ha portato all’abolizione del divieto di riconoscimento dei figli incestuosi. Dietro l’esultanza trans parlamentare e l’unanime battimani di oves et boves, ci sono state dichiarazioni del tipo: “Mai più figli divisi in categorie di serie A e di serie B. Da oggi esistono solo figli senza aggettivi. Finiscono i drammi umani che ci sono stati nel passato. Non esistono più aggettivi vicino alla parola “figlio”, ma “figlio” e basta. È un fattore di civiltà” (Enrico Letta); “Grande prova di civiltà” (Carfagna), “Il Parlamento ha votato una legge di umanità e civiltà” (Turco); “L’unico atto per il quale sarà ricordata questa legislatura” (la radicale Poretti, ovviamente promotrice della legge); “Ora tutti i bambini saranno uguali” (Della Vedova); “Abbiamo finalmente raggiunto un risultato storico in materia di diritti civili, archiviando norme odiose fondate su un anacronistico senso della morale” (Giulia Bongiorno).abuso-sessuale_pedofilia_minoriMa la vera strategia, palesemente presentata dalla suddetta senatrice Poretti, è tutta racchiusa nella relazione introduttiva di un parallelo disegno di legge: «Depenalizzazione dei delitti contro la morale della famiglia», con cui si chiede l’abrogazione (e quindi si legalizza de facto) del reato d’incesto. Dice la Poretti in questa relazione: “I due articoli che s’intende abrogare, art. 564 (Incesto) e art. 565 (Attentati alla morale familiare commessi col mezzo della stampa periodica), marchiano il nostro codice penale di un reato contro la morale di cui non si capisce l’utilità […]”.A parte il fatto che i figli incestuosi non riconoscibili godevano già di una significativa tutela (mantenimento, istruzione, educazione, alimenti se maggiorenni; diritto a un assegno vitalizio in caso di morte del genitore naturale), il lettore, anche scevro da ogni formazione giuridica, può ben capire le aberranti conseguenze del riconoscimento della famiglia incestuosa e della depenalizzazione dell’incesto: gli adulti (padri, madri, zie, zii, nonni, nonne) possono tranquillamente unirsi sessualmente con propri consanguinei minori di età o comunque molto più giovani di loro, senza più timore di alcuna conseguenza penalmente rilevante.Ad abundantiam chiariamo, cari lettori, che tra gli osanna parlamentari così si sdogana bellamente la pedofilia tra le mura domestiche. Mi (vi) chiedo: ma come si fa a considerare una conquista di civiltà l’autorizzazione all’unione carnale tra un padre e una figlia o tra nonno e nipote e, vieppiù, a conferire la potestà genitoriale, dietro assenso del giudice, a chi ha abusato della figlia o della nipote? Per non parlare dei casi di familiari adulti affetti da vari disturbi e perversioni sessuali… Ma tutte queste valutazioni, a quanto pare, sono sfuggite a lor signori che siedono a Roma: veramente al peggio non c’è mai fine. http://www.notizieprovita.it/legislazione/pedofilia-in-famiglia-il-parlamento-che-fa/

 

 

ITALIA: VERSO LA LEGALIZZAZIONE DI INCESTO E PEDOFILIA 

di Gianni Lannes

L’Italia batte ancora una volta la Germania, in peggio si intende. Ma chi se n’è accorto? Chi detiene il potere nello Stivale per conto terzi, senza neanche la parvenza di legittimazione del voto popolare, procede a piccoli, impercettibili passi all'indietro. Insomma, un regresso antropologico, culturale, sociale, e politico dopo l'altro. Prima è stato approvato il disegno di legge S. 1154 “Riconoscibilità dei figli incestuosi”, presentato dalla senatrice del PD, tale Donatella Poretti, diventato all’unanimità la legge 219/2012, con il plauso di Enrico Letta (affiliato alle organizzazioni eversive internazionali, Bilderberg e Trilateral, come Prodi, Monti e tanti altri) e l'approvazione di destra, centro & sinistra. Il 28 dicembre 2013, il capo abusivo dello Stato (vedi sentenza della Corte Costituzionale numero 1/2014) nominato da un parlamento di abusivi (a loro volta eletti con una legge incostituzionale), ha emanato il Decreto legislativo (attuativo) 154/2013 ("Revisione delle disposizioni urgenti in materia di filiazione"). Non è tutto. La stessa Poretti ed il cofirmatario senatore Perduca, hanno anche depositato il disegno di legge S. 1155, ovvero “Depenalizzazione dei delitti contro la morale della famiglia”.

L’autentica strategia di aggressione alla famiglia naturale è condensata nella relazione introduttiva, appunto, del disegno di legge: «Depenalizzazione dei delitti contro la morale della famiglia», con cui si chiede l’abrogazione (e quindi si legalizza de facto) del reato d’incesto. Scrive la Poretti in questa relazione: «I due articoli che s’intende abrogare, art. 564 (Incesto) e art. 565 (Attentati alla morale familiare commessi col mezzo della stampa periodica), marchiano il nostro codice penale di un reato contro la morale di cui non si capisce l’utilità […]». A parte il fatto che i figli incestuosi non riconoscibili godevano già di una significativa tutela (mantenimento, istruzione, educazione, alimenti se maggiorenni; diritto a un assegno vitalizio in caso di morte del genitore naturale), chiunque, anche scevro da ogni formazione giuridica, può ben capire le aberranti conseguenze del riconoscimento della famiglia incestuosa e della depenalizzazione dell’incesto: gli adulti (padri, madri, zie, zii, nonni, nonne) possono tranquillamente unirsi sessualmente con propri consanguinei minori di età o comunque molto più giovani di loro, senza più timore di alcuna conseguenza penalmente rilevante. In altri termini, tra gli osanna parlamentari così si sdogana definitivamente la pedofilia tra le mura domestiche.
 
 
riferimenti:
 
 
 
 
 
 
 
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012;219

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/1/8/14G00001/sg





http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/29/incesto-ecco-perche-ha-senso-depenalizzarlo/1137020/

http://www.ethikrat.org/presse/pressespiegel/2014/pressespiegel-25-09-2014

http://mobil.abendblatt.de/ab/politik/deutschland/article132554400/Ethikrat-will-Sex-unter-Geschwistern-zulassen.html?config=mobile


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=pedofilia

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=bambini



 
 


http://www.quifinanza.it/4838/editoriali/legge-riconosce-figli-naturali-anche-se-nati-da-incesto.html

http://www.lastampa.it/2013/02/27/italia/i-tuoi-diritti/famiglia-e-successioni/focus/il-riconoscimento-dei-figli-incestuosi-il-diritto-all-ascolto-del-minore-bVHWfKF5y9jdeX1q3JlNsI/pagina.html
 
 
 






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