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Hitler era ebreo


Hitler era ebreo e nordafricano

Hitler era ebreo e nordafricanoLa prova da un cromosoma del Dna

L'analisi del Dna di Adolf Hitler, ottenuto da campioni di saliva di 39 parenti del Fuehrer, dimostra che il dittatore nazista aveva origini ebraiche e nordafricane. E' stato infatti rintracciato un cromosoma, Aplogruppo Eib1b1, raro tra gli occidentali, ma comune tra i berberi in Marocco, Algeria e Tunisia, e tra gli ebrei ashkenaziti e serfarditi. La ricerca è stata effettuata da un giornalista e uno storico belgi, Jean-Paul Mulders e Marc Vermeeren.

L' Aplogruppo Eib1b1 è legato al 10-20% del cromosoma Y degli ashkenaziti e tra l',8,6 e il 30% dei sefarditi. Già in passato era emerso che il padre di Hitler, Alois, fosse il figlio illegittimo di una cameriera di nome maria Schickelgruber e di un 19enne ebreo, noto come Frankenberger, ma in questo caso le prove non si basano su voci, bensì su rigorosi studi scientifici.

Secondo il Daily Telegraph che riporta la notizia, tutti gli esami sono stati eseguiti in laboratorio in condizioni particolarmente severe in modo da non poter inficiare in alcun modo i risultati, qualunque fossero stati. Uno specialista di genetica dell'Università Cattolica di Lovanio, Ronny Decorte, ha definito "sorprendente" lo studio realizzato da Mulders e Vermeeren "affascinante soprattutto se lo si confronta con la concezione del mondo dei nazisti, nel quale razza e sangue sono elementi fondamentali per stabilire l'appartenza alla razza ariana".

Mulders ha sintetizzato il risultato delle analisi in modo lapidario:"Si può dire chiaramente che Hitler era legato alle stesse persone che tanto disprezzava".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo489335.shtml

 

In Israele il nipote di Hitler "Così sono diventato ebreo"

 
Sua nonna, nazista fervente e violenta, era sposata al nipote del Fuehrer. Nato a Francoforte, oggi lui ha scelto di vivere in Terrasanta, si è convertito e insegna il Talmud dal nostro inviato MARCO ANSALDO
 
TEL AVIV - "Il nome di nonna era Erna Patra Hitler. Dopo la guerra, per non farsi riconoscere, fece cadere la "t" e cambiò il suo nome in "Hiler". Hans Hitler - il suo secondo marito - era il nipote del Fuehrer, ma fisicamente non lo ricordava per niente. Disponibile e gentile. "Quel che a lui mancava in termini di rudezza, non difettava invece alla moglie, mia nonna appunto".

E' un uomo alto e snello, con un misto di accento tedesco, inglese ed ebraico. Nato Francoforte nel 1952, ma da 25 anni vive e lavora in Israele. Ha un nome e un cognome, un numero di telefono e una mail, ma non è disposto a rivelarli pubblicamente: dimostrerebbero in modo inequivocabile non solo l'origine teutonica, ma la trama della sua vita. Da tempo si è convertito. Oggi, addirittura, insegna il Talmud, il libro sacro dell'ebraismo, in una Università israeliana. E' il nipote di Adolf Hitler.

"Mia nonna era una nazista fervente. Lei credeva nell'ideologia nazionalsocialista, prima, durante e dopo la guerra. Era orgogliosa che suo suocero fosse il fratello di Hitler, benché egli si fosse tenuto lontano dalla politica. Lui gestiva un caffè a Berlino, e tutta la dirigenza nazista frequentava il locale. I miei genitori erano tutti e due nella Wehrmacht, l'esercito del Terzo Reich. Mio padre, ardente sostenitore del Partito, divorziò da mia madre poco dopo la mia nascita. Così fui cresciuto da lei, che a quel punto non ricevette alcun sostegno, né finanziario né tantomeno morale da nonna Erna, una donna indifferente alle pene e alle sofferenze altrui. Ho avuto un'infanzia piena di problemi. Con mia madre passavamo da una casa all'altra, buttati fuori quando non c'erano più i soldi per l'affitto. Però lei mi ha raccontato sempre tutto, mostrandomi i documenti con le svastiche, le lettere e le fotografie dei nostri parenti - compresa lei stessa - mentre indossavano le divise. E quando le chiesi, visto che sapeva le condizioni in cui vivevano gli ebrei polacchi a Lodz, perché avesse continuato a obbedire, mi disse semplicemente, con molta vergogna, "avevo paura". Le credetti".Adolf Hitler, com'è noto, non ebbe figli. Ma aveva un fratellastro, Alois junior. Fu costui a generare Hans. "Hans sposò nonna Erna quando lei divorziò dall'altro mio nonno. Io, dunque, non ho alcun legame di sangue con il Fuehrer, non ho Dna in comune. Incontrai Hans solo una volta. Gli Hitler vennero a casa per un tè. Lui era un uomo molto simpatico. Nonna era elettrizzata di avere sposato uno del loro clan. Rimase nazista fino al termine dei suoi giorni".

"Mio padre morì quando avevo 19 anni. L'ho visto di rado, e quelle poche volte ero così contento che non gli chiesi mai che cosa avesse fatto durante la guerra. Seppi dopo che era un maggiore della Wehrmacht. Mia madre mi picchiava. Un tempo così forte da non poter andare a lavorare, dopo, perché aveva le dita troppo gonfie per battere a macchina".

"Lessi Mein Kampf, il libro di Hitler, da ragazzo. E ne rimasi imbarazzato. Come ha potuto la gente essere così stupida da eleggere un uomo che scriveva cose simili? Il mio percorso verso l'ebraismo è stato lungo. Dopo la maturità, al momento di fare il servizio militare in Germania, ho scelto teologia. Il corso prevedeva un periodo di sei settimane in Israele. Era l'inizio degli Anni Settanta. Una volta arrivato, mi sono sentito a casa. Sono rimasto. E mi sono convertito".
Secondo alcune stime sono circa 300 i tedeschi convertiti che vivono oggi in Israele. Molti di loro tuttavia non vogliono rivelare la loro identità, preferendo nascondere il passato. Diversi sono docenti universitari. Uno di questi è proprio il nipote di Hitler che utilizza un altro nome anche se in Israele qualcuno lo ha già identificato.

"Non mi piace sentir parlare dei palestinesi con sufficienza. L'Olocausto e il Terzo Reich mi hanno forgiato. Sono pacifista, e penso che la democrazia provi sé stessa rispettando i diritti delle minoranze. Ho sempre cercato di essere onesto sulle mie origini: non le ho mai nascoste. Ne ho anzi parlato con i miei studenti, e uno di loro mi ha detto: "Immagina, tuo nonno potrebbe aver saponificato mia nonna". Quando la mia storia ha iniziato a circolare, diverse persone con cui parlavo normalmente, non mi hanno più stretto la mano. Cambiavano strada. E ai miei figli, a scuola, i bambini sputavano addosso chiamandoli "nazisti". Ho imparato la lezione. Certa gente non vuole che tu cambi. Mai". 
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/persone/nipote-hitler/nipote-hitler/nipote-hitler.html


Studio shock su Hitler: aveva origini ebraiche e la prova è nel suo Dna

 

Uno studio genetico condotto sui parenti del Führer dimostra in modo scientifico che il dittatore non era affatto ariano. Ben 39 discendenti del fondatore del Reich sono stati sottoposti a esami

Ebreo e pure nordafricano. Algerino, magrebino, come uno dei tanti poveracci che oggi la povertà spinge verso l’Europa. Popoli «inferiori» che non devono contaminare la purezza della «superiore razza ariana». Se qualcuno avesse voluto immaginare un «contrappasso» per Adolf Hitler nello sconosciuto girone infernale in cui si trova, non ne avrebbe potuto trovare uno più crudele. Per lui, ovviamente.
Che Hitler avesse sangue ebreo nelle vene era voce da tempo circolante, con svariate e talvolta fantasiose ipotesi. Ma ora sembra che sia la scienza a dimostrare, senza possibilità di confutazione, l’origine ebraica e forse anche nordafricana del Führer. Lo dimostrerebbe l’analisi del Dna.

A indagare sono stati due belgi, il giornalista Jean-Paul Mulders e lo storico Marc Vermeeren che, con somma pazienza hanno rintracciato ben 39 discendenti di Hitler (cosa non facile dato che tutti costoro cercano in ogni modo di nascondere l’imbarazzante parentela) dai quali hanno ottenuto altrettanti campioni di saliva. Rigorose analisi di laboratorio - scrive l’inglese Daily Telegraph che riprende la notizia dalla rivista belga Knack - avrebbero rintracciato il cromosoma Aplogruppo Eib 1b1, rarissimo fra gli occidentali e comune invece fra gli ebrei ashkenaziti e sefarditi, nonché fra i berberi del Marocco, dell’Algeria e della Tunisia. I risultati hanno ottenuto l’avallo della prestigiosa Università Cattolica di Lovanio.

Vedi un po’ le sorprese che ti riservano le indagini cromosomiche, a conferma, come ben sanno i genetisti, che di razze «pure» non ne esistono al mondo ma siamo tutti frutto di milioni di incroci. Lo sostiene anche il genetista italiano Guido Barbujani, autore nel 2003 di un sarcastico romanzo intitolato per l’appunto Questione di razza (Mondadori). E tanto più difficile è separare le origini dei cittadini in quel crogiuolo di etnie fra occidente germanico ed Europa orientale che era l’impero austroungarico dove Adolf nacque il 20 aprile 1889 a Braunau am Inn, cittadina nei pressi del confine bavarese. Klara era la terza moglie di Alois, dal quale ebbe sei figli. Sopravvissero solo Adolf e la sorella Paula.

Fra i tanti misteri che hanno circondato la figura di Hitler in vita e in morte c’è anche quello della sua famiglia. Si è accertato che Alois, padre detestato da Adolf, era figlio illegittimo: da ragazzo portava il nome della madre, Anna Maria Schicklgruber, modesta cameriera in una locanda di Graz. Più tardi adottò il nome del padre naturale (che però pare non lo abbia mai voluto riconoscere), Johann Georg Hiedler o forse Hüttler, che successive trascrizioni trasformarono in Hitler. Altre fonti sostengono che Anna Maria rimase incinta di un giovane ebreo di nome Frankenberger, ma pare si tratti di notizia infondata.

Dove sta il mistero? Sta nel cognome Schicklgruber, comune fra gli ebrei ai quali l’imperatrice Maria Teresa concesse la cittadinanza austriaca dopo la loro conversione al cattolicesimo. Dunque la nonna paterna di Hitler molto probabilmente era un’ebrea convertita. Hitler aveva almeno un buon quarto di sangue ebreo nelle vene.
Secondo mistero: la causa dell’odio folle che il Führer portò agli ebrei fin dagli esordi in politica. Anche qui le ipotesi sono le più svariate. C’è chi, come il «cacciatore di nazisti» Simon Wiesenthal, ha sostenuto che una prostituta ebrea contagiò il giovane Adolf con la sifilide al tempo del suo soggiorno viennese. Altri dicono che portasse tenace rancore ad un medico ebreo, Eduard Bloch, che sottopose a cure sbagliate la madre Klara. Ma storici più accurati avrebbero invece appurato che la povera Klara, affetta da un carcinoma al seno diagnosticato troppo tardi che la uccise a soli 47 anni, fu invece curata con grande dedizione e capacità professionale dal dottor Bloch al quale Hitler - profondamente legato alla madre - professò sempre eterna riconoscenza. Che cosa ne fu poi del medico ebreo al tempo della persecuzione antisemita, questo non si sa. Forse, per sua fortuna, morì prima.

http://www.ilgiornale.it/cultura/studio_shock_hitler__aveva_origini_ebraiche__e_prova_e_suo_dna/26-08-2010/articolo-id=469247-page=0-comments=1

“Eva Braun era ebrea” Il suo Dna da un capello

 
 

Eva Braun  fu la compagna di Hitler per diversi anni: si sposarono il giorno prima  di togliersi la vita

Eva Braun forse aveva degli antenati ebrei. A sollevare tale ipotesi sulla moglie di Adolf Hitler è un’inchiesta del programma «Dead Famous Dna» (Il Dna dei morti famosi) che il canale tv britannico Channel 4 manderà in onda ... http://www.lastampa.it/2014/04/06/esteri/eva-braun-era-ebrea-il-suo-dna-da-un-capello-MqNsZY4viyaxFCoyPhXN1O/pagina.html

CHI ERA HITLER?

Naturalmente i sentimenti che animano l’accesa condanna nei confronti dei gruppi antisemiti di oggi risale alla persecuzione ebraica ad opera del nazismo e di Adolf Hitler.
Basta fare indagini o sollevare le riserve sui Rothschild o su altri ebrei o organizzazioni per essere bollato come nazi.

Eppure è stato dimostrato in tanti libri e da un’infinita di studiosi, che Adolf Hitler e i nazisti sono stati creati e finanziati dai Rothschild.

Furono loro che organizzarono l’ascesa al potere di Hitler attraverso società segrete a capo degli Illuminati presenti in Germania, come la Società Thule, la Società Vril e altre; furono i Rothschild a finanziare Hitler attraverso la Banca d’Inghilterra e altre fonti sono la Banca Kuhn Loeb, che finanziò anche la Rivoluzione Russa. Il cuore della macchina da guerra di Hitler fu il genio chimico I.G.Farben. Anch’egli controllato dai Rothschild tramite società finanziarie, attraverso i valletti dei Warburg.

La Standard Oil dei Warburg gestiva Aushwitz, ma era ufficialmente dei Rockefeller (l’impero Rockefeller era stato creato, tra gli altri, dai Rothschild). Essi possedevano anche i mezzi di comunicazione, e così controllavano il flusso di notizie date al pubblico.

Guarda caso le loro proprietà non erano state sfiorate da una bomba in tutta la guerra! Altre fabbriche lì vicino erano state demolite dai raid aerei.

Quindi dietro la forza di Hitler vi era la mano sapiente dei Rothschild, proprio coloro che nel mondo sostengono la razza ebraica… Gli ebrei sono per loro, come tutto il resto della popolazione, solo bestiame da usare e muovere a proprio vantaggio. Ma attenti Hitler non poteva appartenere alla famiglia Rothschild perchè ha massacrato quel popolo, insieme a zingari e comunisti e chi non gli piaceva, mentre i Rothschild difendono quel popolo facendone parte, e quindi, mai avrebbero fatto un orrore del genere.

Oh, davvero?

Non solo Hitler fu sostenuto dai Rothschild, ma diverse prove dicono che lui fosse un Rothschild.Tra cui il libro dello psicanalista Walter Langer, The mind of Hitler.
Questo calza a pennello sulla propaganda organizzata dagli Illuminati per spianare la strada al potere ad Adolf Hitler.

Egli venne sostenuto anche dai Windsor (in realtà casata tedesca dei Sassonia-Coburgo- Gotha), e tra questi figurava Lord Mountbatten, un Rothschild, un satanista. I dati sul legame tra nazisti-britannici devono ancora emergere del tutto, ma uno studioso di nome Langer ha scritto:

“Il padre di Adolf, Alois Hitler, era figlio illegittimo di Maria Anna Schiklgruber. Si pensava fosse Georg Hiedler. Ma (…)ciò è altamente improbabile(in Austria era saltato fuori un documento)(…)che dimostra che Maria Anna S. fosse a Vienna al momento del concepimento. A quel tempo era la domestica del barone Rothschild. Non appena scoperta la sua gravidanza fu cacciata…e nacque Alois”. Le informazioni di Langer provengono da un alto ufficiale della Gestapo, Hansjurgen Koelher, e furono pubblicate nel 1940 col titolo Inside the Gestapo.

Quel fascicolo scrisse “provocò tanto scompiglio quanto mai prima”. Egli rivelò anche che:

“(…)Attraverso quei fascicoli scoprimmo tramite certificato di nascita, scheda di registrazione della polizia, i protocolli ecc, alcune cose che il cancelliere tedesco riuscì a ricomporre come un puzzle, dandogli una coerenza logica”.

“Una giovane serva (la nonna di Hitler) arrivò a Vienna e divenne domestica presso alcune delle famiglie più potenti e ricche di Vienna. Ma, sfortunata, venne sedotta e abbandonata mentre aspettava un bambino e venne rispedita al villaggio natale…

Qual era la famiglia viennese presso cui lavorava? Non era una domanda poi così difficile.

A Vienna era già da tempo in funzione un registratore obbligatorio presso il commissariato di polizia, ella lavorava presso i…Rothschild e il nonno ignoto di Hitler doveva trovarsi in quella casa. Il fascicolo Dolfuss si fermava a questa osservazione”.

Forse Hitler era così determinato a conquistare l’Austria per distruggere ogni traccia del suo retaggio?

“Mi pare che Hitler conoscesse le sue origini ancor prima di diventare Cancelliere.
Come suo padre, quando il gioco si fece duro, si trasferì a Vienna; poco dopo la morte della madre nel dicembre 1907, Adolf partì per Vienna. Pare che là abbia fatto perdere ogni sua traccia per 10 mesi! Ciò che fece in quel periodo è un mistero, ma noi possiamo presupporre che si fosse intrattenuto a conoscere i suoi cugini e per valutare il suo potenziale in vista di future eventuali imprese”.

Philip Eugene de Rothschild, sostiene di essere un discendente dei Roth come lo fu Hitler o altre migliaia di persone cresciute e allevate da essi, prima di essere affidati a famiglie di facciata, al fine di ricoprire posizioni di privilegio sotto falso nome e illegittimamente.

Ma quale dei Rothschild era il nonno di Hitler?

Alois, il padre nacque nel 1837 nel periodo in cui Salomon Mayer era l’unico Rothschild che viveva a Vienna. Persino la moglie era tornata a Francoforte dopo il fallimento del loro matrimonio.

Il loro figlio, Anselm Salomon, trascorse la maggior parte della sua vita lavorativa tra Parigi e Francoforte, lontano da Vienna e dal padre.

Così, il vecchio e solo Salomon Mayer Rothschild è il sospettato numero 1.

E Hermann von Goldschmidt, figlio di un impiegato di Salomon Mayer, scrisse un libro pubblicato nel 1917, che riporta a proposito si Solomon: “…dal 1840 aveva sviluppato un particolare entusiasmo per le giovinette”…e…”aveva una passione lasciva per le bambine, e le sue avventure con loro furono messe a tacere dalla polizia”.

La nonna di Hitler era una giovane ragazza che lavorava sotto quello stesso tetto e che divenne ben presto oggetto delle attenzioni e voglie di Mr Salomon.E rimase incinta proprio mentre era in servizio in quella casa.

Suo nipote divenne cancelliere tedesco, grazie all’appoggio finanziario dei Rothschild, e diede inizio alla Seconda Guerra Mondiale che fu così centrale per il piano globale degli Illuminati.

Hitler era di origini ebraiche e cuscitiche?        

Proprio così! 
Adolf Hitler possedeva il gene haplogruppo e1b1 questo gene è comune in popolazioni medio-orientali e nord africane
in particolare l' E1 B1 è diffuso fra GLI EBREI,I BERBERI,GLI ARABI,GLI ETIOPI e I SOMALI
http://terrorfreesomalia.blogspot.it/2010/08/hitler-was-genetic-related-to-somalian.html 
Adolf Hitler  aveva sangue somalo,berbero e ebreo quindi colui che ha ucciso 6 milioni di ebrei non è un bianco ma un misto di somali,ebrei,arabi e berberi i bianchi non sono responsabili del genocidio degli ebrei
i somali pur avendo la pelle scura hanno lineamenti caucasici come gli europei

Hitler aveva quindi almeno un antenato somalo che si è mescolato con bianchi,ebrei,arabi e berberi
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20120903024024AA769nB

Documento Gestapo rivela: Hitler protesse un suo ex commilitone ebreo

tn_7290_Hitler-Hess-Party-Meeting-1939.jpgIl sanguinario leader nazista concesse protezione provvisoria a un suo ex commilitone ebreo Un documento della Gestapo, ritrovato dalla storica Susanne Mauss, rivela un particolare "inedito" della vita di Adolf Hitler: il sanguinario leader nazista concesse infatti una protezione provvisoria ad un ex commilitone del suo battaglione nella Prima Guerra Mondiale, nonostante in base alle leggi razziali questi dovesse essere considerato ebreo a tutti gli effetti.Nel documento si sottolinea come Ernst Hess sia battezzato come protestante ma sia "ebreo con quattro nonni ebrei"; soprattutto però si comunica il "desiderio" di Hitler di "un trattamento di eccezione" e la lettera termina con la richiesta alle autorità competenti di "lasciare in piena tranquillità" l'interessato.Hess - decorato al merito e che era stato comandante di compagnia di Hitler - era stato costretto dalle leggi razziali a lasciare il suo incarico di magistrato a Duesseldorf e tramite un altro ex commilitone vicino a Hitler, Fritz Wedemann, si era rivolto al Fuehrer per ottenere protezione: la richiesta era stata accolta - uno dei rarissimi casi di cui si è a conoscenza - ma solo in maniera temporanea. Il salvacondotto - che porta la data dell'agosto del 1940 - venne infatti meno di un anno dopo ed Hess venne rinchiuso nel campo bavarese di Milbertshofen, dove sopravvisse alla guerra. FONTE: http://www.today.it/rassegna/hitler-protesse-ebreo

 






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