DOTTRINE

LETTERA APERTA – Guidati dalla Verità

Cari lettori desidero condividere con voi le verità incontrovertibili della Bibbia che nessuno, sia anche un capo di Chiesa, può modificare. La mia fede è fondata sui principi dottrinali e nei Comandamenti così come sono presentati nella Bibbia.
Sono amareggiata perché la stessa Chiesa Avventista si trova in una fase di declino spirituale che non le permette di reagire in maniera adeguata alle parole, riportate su tutti i giornali e da mezzi di comunicazione (Luglio 2007), con cui il papa ha dichiarato che la Chiesa cattolica è la “sola  vera Chiesa di Dio” http://www.avventismoprofetico.it/modules.php?name=Encyclopedia&op=content&tid=32

Ho seguito le reazioni espresse dalle varie confessioni protestanti, ed anche quella della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, ma sono rimasta molto delusa perché non ho riscontrato in nessuna delle rimostranze fatte,  il vero punto di dissenso che l’affermazione fatta dalla Chiesa cattolica per bocca del papa avrebbe dovuto suscitare.

Ogni cristiano che fonda la sua fede nella Parola di Dio non ha nulla in contrario ad affrontare le controversie con la Bibbia, per tale motivo, a titolo personale, desidero rispondere  alle dichiarazioni del papa esponendo i motivi perché la chiesa Cattolica, nella persona della gerarchia ecclesiale, e non in quella dei fedeli praticanti, non può ritenersi la << sola Chiesa di Dio>>.

Sta scritto nella Parola di Dio che se <>  o se <> dalle parole della  Bibbia non avrà parte alla Santa Città – Apocalisse 22:18, 19.
La Chiesa Cattolica, benché d’origini nobili, discende dalla Chiesa Apostolica, nel corso dei secoli ha dato vita a cambiamenti che non sono autorizzati dalla Bibbia.
I Comandamenti rappresentano la regola e la guida di ogni cristiano, benché n’applichi la sua ubbidienza in modo imperfetto, siccome è scritto che <> – Ecclesiaste 7:20.
Ma Cristo è morto per noi, per supplire con la perfetta ubbidienza e la Sua immacolata giustizia, alla nostra imperfetta ubbidienza  e condizione umana  privata d’ogni giustizia.  Conseguenza questa del peccato di disubbidienza d’Adamo ed Eva.
Ora io so che a seguito del peccato il Signor Iddio ha offerto il Figlio come sacrificio per il peccato e ha mostrato all’uomo le Norme che gli permettessero, grazie a Cristo e la nostra fede in Lui, di riconciliarci con Dio.
Queste Norme ci sono state date perché l’umanità prendesse coscienza della gravità del peccato, dato che Esse sono lo specchio che ci mostra la nostra peccaminosa natura.
I Comandamenti, che si trovano nella Bibbia in Esodo (cap. 20) e che sono stati scritti con il dito di Dio (Esodo 31:18) e in Deuteronomio (Cap.5), differiscono in alcuni punti con i Comandamenti che io stessa studiavo da ragazza nel catechismo della Chiesa cattolica.
Vediamo in che cosa differiscono:
I DIECI COMANDAMENTI DELLA BIBBIA

Esodo 20
Deuteronomio 5
[1] Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, in schiavitù: non avrai altri dèi all’infuori di me.
[2] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
[3] Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
[4] Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
[5] Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.
[6] Non uccidere.
[7] Non commettere adulterio.
[8] Non rubare.
[9] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
[10] Non desiderare la casa del tuo prossimo.
Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.
[1] Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile. Non avere altri dèi di fronte a me.
[2] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.
[3] Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.
[4] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.
[5] Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà.
[6] Non uccidere.
[7] Non commettere adulterio.
[8] Non rubare.
[9] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
[10] Non desiderare la moglie del tuo prossimo.
Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
I Comandamenti che la Chiesa cattolica ha trasformato:
 Io sono il Signore Dio tuo:
1)    Non avrai altro Dio fuori di me.
2)    Non nominare il nome di Dio invano.
3)    Ricordati di santificare le feste.
4)    Onora il padre e la madre.
5)    Non uccidere.
6)    Non commettere atti impuri.
7)    Non rubare.
8)    Non dire falsa testimonianza.
9)    Non desiderare la donna d’altri.
10)  Non desiderare la roba d’altri.

Origine del Sabato Biblico

110.jpg Osservando e confrontando i due prospetti dei Dieci Comandamenti è evidente la manipolazione blasfema.
Il 2° Comandamento è annullato del tutto e il 4° sostituito con il giorno sacro ai pagani, il dies solis, detto Domenica, gli altri modificati.

L’arrogante bestemmia è stata ed è oltremodo inaccettabile perché è stato tolto a Dio il potere e la Sua caratteristica perché il 4° Comandamento è, tra i dieci, l’unico che porta la firma, il Sigillo del Creatore così che è tutta l’umanità ad essere invitata all’osservanza dei Suoi Comandamenti e non soltanto gli Ebrei come si afferma.

Infatti in Genesi 2:1-3 è scritto: <<Così furono terminati i cieli e la terra e tutto il loro esercito. Pertanto il Settimo giorno, Dio terminò l’opera che aveva fatto, e nel Settimo giorno si riposò da tutta l’opera che aveva creato e fatto. E Dio benedisse il Settimo giorno e lo santificò, perché in Esso Dio si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta>> – Genesi 2:1-3. :
Il Sabato, quindi fu lasciato da Dio come esempio per il riposo dell’uomo sin dall’inizio del mondo e la sua osservanza non fu ordinata da Dio solamente per i Giudei, che aveva scelto come popolo per predicare la Verità nel mondo, ma per tutta l’umanità.  Questo Comando Divino sussista fino alla fine di questo mondo e nell’Eternità futura come ci dice Isaia nel capitolo 66:22-24 perché è un’adorazione riservata solo a Dio.

<<Poiché come i nuovi cieli e la nuova terra che io farò sussisteranno stabili davanti a me, dice l’Eterno, così sussistette la vostra progenie e il vostro nome. E avverrà che di novilunio in novilunio e di Sabato in Sabato ogni carne venga a prostrarsi davanti a me, dice l’Eterno. Quando essi usciranno, vedranno i cadaveri degli uomini che si sono ribellati contro di me; poiché il loro verme non morirà e il loro fuoco non si estinguerà, e saranno in orrore ad ogni carne>> – Isaia 66:22-24.
Secondo la Scrittura citata prima, nulla l’uomo può modificare nella Bibbia (Apocalisse 22:18,19); quindi visto che il II Comandamento che vieta l’adorazione delle immagini è stato eliminato e il IV Comandamento che richiede il riposo di Sabato come adorazione a Dio è stato sostituito dal cattolicesimo con la Domenica,  il 10° Comandamento  è stato
diviso in due per sopperire al  II che è stato eliminato dalla Chiesa cattolica.

Origine della Domenica pagana

Nel corso dei primi secoli, uomini della Siria, della Persia e di Babilonia s’insediarono in Italia portando con sè la dottrina dell’adorazione del sole. Queste dottrine influenzarono e cambiarono la religione del popolo Romano. La Domenica in lingua inglese (Sunday) e tedesca (Sonntag) deriva dal latino “dies solis” che significa “giorno del sole”. I cristiani, nei primi secoli, introdussero la Domenica nello stesso giorno in cui questi popoli veneravano il sole, come celebrazione della festa di Resurrezione di Gesù. <<All’inizio del quarto secolo, l’Imperatore Costantino emanò un Decreto che dichiarava la Domenica giorno di festa per tutto l’Impero Romano….L’Imperatore fu sollecitato dai vescovi della chiesa cristiana che, spinti dall’ambizione e dalla sete di potere, si rendevano conto che se uno stesso giorno era osservato tanto dai cristiani che dai pagani, ne sarebbe derivata l’accettazione nominale del Cristianesimo da parte di questi ultimi, e così la chiesa n’era tratta potenza e gloria… Erano così che tale festività pagana finì con l’essere onorato come istituzione divina, mentre il Sabato biblico era definito , e la sua osservanza dichiarata decaduta>>. – Ellen G. White GC, pag 53.

Immortalità dell’anima

Quanto è stato trasformato dall’autorità umana non è conforme alla volontà di Dio. L’arroganza del potere di trasformare e decidere, al posto di Dio, è continuata nel tempo, come l’affermazione dell’immortalità dell’anima che non ha alcun fondamento biblico.

In Genesi 2:16,17 è scritto “E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” – Genesi 2: 16,17.

La cosiddetta “anima” corrispondono all’unione del corpo e dello spirito:

<< Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un’anima vivente >> – Genesi 2:7.
Con la morte, il corpo dell’uomo si decompone e “l’alito di vita” o “lo spirito” torna a Dio, non c’è più coscienza e non si va da nessuna parte se non nella tomba, in un sonno di morte, nell’attesa del giudizio e della resurrezione al ritorno di Cristo.
Cos’è lo “spirito” che torna a Dio?

Elena White scrive  << Lo spirito, il carattere dell’uomo, torna a Dio, per essere conservato lì. Nella resurrezione ciascun uomo avrà il suo carattere >>.  – MS 76, 1900 Ellen G. White.

Lo “spirito” che torna a Dio non è qualcosa d’astratto, ma è semplicemente l’impronta del  nostro carattere o della  personalità che abbiamo ricevuto al momento della nascita e che sviluppiamo giorno per giorno durante la nostra vita. L’influsso e l’educazione ricevuti, assieme alle nostre libere scelte c’inducono a realizzare azioni più o meno corrette. Queste azioni sono registrate fedelmente nei libri del cielo nell’attesa d’essere poi valutati i moventi delle azioni all’apertura del Giudizio investigativo.

Il Giudizio
I libri di Daniele 7  e d’Apocalisse 4 e 5 sono quelli che parlano del Giudizio Investigativo, quando dice << Io continuai a guardare finché furono bibbia.jpgcollocati i troni e l’Antico dei giorni si assise. La sua veste era bianca come neve e i capelli del suo capo erano come lana pura; il  trono era come fiamme di fuoco e le sue ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva, uscendo dalla Sua presenza; mille migliaia lo servivano e miriadi di miriadi stavano davanti a Lui. IL GIUDIZIO SI TENNE E I LIBRI FURONO APERTI>>.
Lo sviluppo di questi due versetti lo trova in Apocalisse capitolo 4 e 5.
Il Libro con i sette sigilli che è aperto da Cristo (Ap.5:5)  cominciando dal primo sigillo (Apocalisse 6:1), è il passaggio di Cristo dal Luogo Santo al Luogo Santissimo (Ap.5:1, 6, 7) per giudicare e bibbia.jpgcancellare i peccati scritti nei libri, di coloro che si sono pentiti, e per depennare chi, dicendosi cristiano, non agisce in sintonia con la Parola di Dio.
 
Daniele ci dice, quando avviene  questo Giudizio: “Egli mi disse:: << Fino a 2300 giorni; poi il Santuario sarà purificato>>” – Daniele 8:14.
Tenendo conto che la Profezia (Dan.9:25) ha inizio con il decreto d’Artaserse (Esdra 7:12,13) nel 457 a.C. arriviamo al  1844.
Dal 1844 Cristo, oltre all’Intercessione per i nostri peccati, opera il GIUDIZIO; alla morte non c’è nulla di noi, solamente le nostre azioni registrate nel Libro del cielo nell’attesa del giudizio.
Leggano un verso biblico per chiarire questo punto: << Difatti, i viventi sanno che morranno, ma i morti non sanno nulla, e non v’è per loro alcun salario, poiché la loro memoria è dimenticata. Il loro amore come il loro odio e la loro invidia sono da lungo tempo periti, ed essi non hanno più né avranno mai alcuna parte in tutto quello che si fa sotto il sole…. Poiché nel soggiorno dei morti dove vai, non v’è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né sapienza >> – Ecclesiaste 9: 5, 6, 10.<< Non sono i morti che lodano l’Eterno, né alcuno di quelli che scendono nel luogo del silenzio; ma noi benediremo l’Eterno da ora in perpetuo>> – Salmo 115: 17, 18.

 Lo spiritismo

Chi Crede all’anima che vive anche dopo la morte può cadere nelle mani dello spiritismo che è una caratteristica di Satana per ingannare gli uomini, perché sta scritto: << E com’è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio >> – Ebrei 9:27.

Quindi dopo la morte dell’uomo inizia il giudizio delle sue opere compiute durante la sua vita perché: << Io te ne scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i morti,  per la sua apparizione e nel suo regno…” – 2 Timoteo 4:1.
Nella Bibbia è scritto che i morti devono essere giudicati, dopo la morte non è quindi possibile che vivono già in Cielo o altrove perché questo avviene dopo del giudizio.
“Con inganni Satana farà apparire i morti e molti comunicheranno con la persona amata… Un avvertimento per il nostro popolo: anche tra noi alcuni abbandoneranno la fede, andranno dietro a spiriti seduttori e a dottrine diaboliche, e parleranno male della verità. Accadrà qualcosa di straordinario: ministri, avvocati, dottori che hanno permesso a queste falsità di impossessarsi del loro giudizio saranno essi stessi ingannati insieme a quelli che hanno ingannato. Un’ebrezza spirituale s’impossesserà di loro” – UL 317, 1905.

L’INTERCESSORE

Un terzo importante e ultimo  punto riguarda l’intercessione per i nostri peccati. La Bibbia c’insegna che noi abbiamo un solo Intercessore che è Cristo: << Perché uno solo è Dio, e uno solo è il Mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù, uomo >> – I Timoteo 2:5.

La confessione dei peccati ai sacerdoti, la preghiera rivolta ai “santi” perché intercedano con Dio per le nostre colpe o bisogni è UN INGANNO, perché abbiamo letto nella Bibbia che c’è un solo Mediatore o Intercessore: CRISTO GESU’, queste pratiche hanno origine nel paganesimo e sono un abominio per Dio, la nostra confessione va fatta in preghiera personale a DIO nel nome di Gesù che è morto per noi. 

Perdono dei peccati

“La pretesa della chiesa d’avere il diritto a perdonare è per molti un incentivo a peccare. La confessione, senza la quale, essa non accorda il perdono, tende ad autorizzare il male. Chi s’inginocchia dinanzi ad un uomo peccatore, e mediante la confessione gli rivela i pensieri e le immaginazioni del suo cuore, degrada la propria virilità e avvilisce ogni nobile istinto della propria anima. Rivelando  i peccati della sua vita al sacerdote – che è un essere mortale fallibile, esposto anch’egli al peccato, forse dedito al vino e alla sregolatezza – l’uomo abdica alla propria dignità morale e si degrada, poichè il sacerdote è per lui il rappresentante di Dio, egli finisce con l’abbassare il concetto della deità a quello dell’umanità caduta. Questa confessione degradante, da uomo ad uomo è la molla segreta che ha provocato gran parte dei mali che affliggono il mondo e che preparano l’umanità per la sua distruzione finale.
La bibbia dichiara a questo proposito. <<Gesù salì in barca, rifece la traversata del lago e tornò nella sua città. Quà, gli portarono un uomo paralizzato steso su una barella. E Gesù, vedendo la fede di quella gente, disse al paralitico: <<Coraggio, figlio mio, i tuoi peccati sono perdonati>>. Allora alcuni maestri della legge pensarono: “Solo Dio può perdonare i peccati”. Gesù capì subito i loro pensieri e disse “Perchè pensate male di me? E’ più facile dire “I tuoi peccati sono perdonati” o dire “Alzati e cammina?”. Sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati”. Poi si voltò verso il paralitico e gli disse: <<Alzati, prendi la tua barella e và a casa>> – Matteo 9:1-6.

In occasione della donna, scoperta in adulterio, che gli ebrei volevano lapidare, Gesù disse – “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” – Giovanni 8:7.

“Figlioletti, vi scrivo queste cose perchè non cadiate in peccato. Uno che cade in peccato, può contare su Gesù Cristo, il Giusto. Egli è il nostro avvocato presso il Padre; Egli si è sacrificato per ottenere il perdono dei nostri peccati, e non soltanto dei nostri, ma di quelli del mondo intero” I° Giovanni, 2:1,2.

CONCLUSIONI

Ci sarebbe più fede, preparazione e luce, ci sarebbe stata una chiara risposta, alle dichiarazioni del papa, più esauriente e rispondente alle Verità Autorevoli della Bibbia attraverso cui Dio parla agli uomini.
Dobbiamo tener presente che il , vera chiesa di Dio, non ha nulla in comune con il movimento Ecumenico delle chiese che si sta affermando nel mondo e che, di fatto, tende a fagocitare, ad annullare, l’identità del novello Israele spirituale.

Ascolta l’esortazione d’Elia : “Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo e disse:  Fino a quando tentennerete fra due opinioni? Se l’Eterno è Dio, lo seguite, se invece è Baal, seguite lui. Il popolo non rispose parola” 1 Re 18:21.
Il rimanente che osserva i Comandamenti di Dio e ritiene la fede di Gesù, ha la missione di indicare la Luce della Verità ad un mondo che “… perisce per mancanza di conoscenza…” e presentare gli errori di chi non ha discernimento spirituale.


La Chiesa cattolica può essere considerata la “sola vera chiesa di Dio”?
1 – Abolire il II Comandamento e sostituire il Sabato del IV Comandamento Divino con la Domenica;
2 – Credere che dopo la morte l’anima continua a vivere, senza essere stata prima  giudicata e resuscitata al ritorno di Cristo;
3 – Sostituire altri “santi” al posto di Gesù per chiedere l’intercessione dei nostri  peccati a Dio e il perdono d’essi.


Queste verità praticate, ed insegnate agli uomini, alterano l’Autorità e gli Insegnamenti Divini; sono questi i motivi, a mio parere, che non possono permettere alla Chiesa cattolica di definirsi “la sola vera Chiesa di Dio”.
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